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Difendere il tiro: Libertà e rispetto in campo

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difen...

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.

💡 Riflessione AI

Sul parquet significa: posso non essere d'accordo con il tuo tiro, ma proteggerò il tuo diritto di provarci. È un invito al coraggio sportivo e al rispetto reciproco anche nelle sconfitte.



Significato Profondo

La frase sintetizza la distinzione tra giudizio personale e tutela del diritto dell'altro a esprimersi o a rischiare: sul piano sportivo significa riconoscere che un compagno o un avversario può prendere un tiro che non condivideremo, ma ha il diritto di provarci e di imparare dagli esiti. È un richiamo al rispetto delle scelte di gioco e alla cultura dell'errore come occasione di crescita, non come condanna definitiva.

Nel contesto della vita e della squadra, la citazione diventa un principio operativo: difendere la libertà di provare, fallire e rialzarsi costruisce fiducia e autonomia. Metaforicamente, quando un giocatore viene 'fatto fuori' o 'ucciso' dalle critiche, la frase invita a intervenire per proteggere il suo diritto a sbagliare e a continuare a prendersi responsabilità in campo.
Versione Originale

"I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it."

Origine e Contesto

La formulazione fu scritta da Evelyn Beatrice Hall, autrice britannica nota anche con lo pseudonimo S. G. Tallentyre, e pubblicata nella biografia The Friends of Voltaire (1906). Hall intendeva riassumere lo spirito delle opinioni di Voltaire sul diritto alla libera espressione, ma la frase divenne presto famosa e spesso attribuita erroneamente allo stesso Voltaire. La sua diffusione è legata sia alla lotta per le libertà civili che alla cultura educativa che valorizza il dissenso ragionato.

Fonte: Evelyn Beatrice Hall (come S. G. Tallentyre), The Friends of Voltaire, 1906.

Impatto e Attualità

Oggi la citazione resta attuale perché affronta questioni centrali del mondo moderno: confronto, critica pubblica e tutela della dignità individuale — anche nello sport, dove social media e telecronache amplificano ogni decisione. In ambito cestistico significa promuovere ambienti dove i giocatori possono tentare soluzioni tecniche ambiziose senza timore di essere 'eliminati' dalle critiche: questo favorisce creatività, responsabilità e miglioramento collettivo. Inoltre è uno strumento retorico nei dibattiti su libertà di parola, disciplina e cultura del risultato.

Esempi di Utilizzo

  • Un allenatore non condivide la scelta di un giocatore di tirare da tre nel finale, ma difende pubblicamente il suo diritto a prendere la responsabilità: «È il suo tiro, lo sostengo».
  • In allenamento un compagno critica lo stile di gioco di un altro, ma interviene per proteggerlo dalle pressioni social: «Puoi provarci, sbagliare e migliorare, non lasciarlo fuori dalla squadra».
  • Un giornalista sportivo esprime dissenso su una tattica ma difende il diritto dell'allenatore di provarla: promuovendo il dibattito costruttivo anziché la cancellazione dell'errore.

Variazioni e Sinonimi

  • Non approvo il tuo tiro, ma sosterrò il tuo diritto a tentarlo.
  • Pur non condividendo la scelta, difendo la tua libertà di provarci.
  • Disapprovo la tua decisione, ma proteggo il tuo diritto di giocarla.
  • Non la penso come te, ma difendo il tuo diritto di esprimerti in campo.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Chi ha effettivamente scritto la frase?

La formula fu scritta da Evelyn Beatrice Hall nella biografia The Friends of Voltaire (1906), anche se spesso attribuita a Voltaire.

Q: Come applicarla nel basket?

Significa difendere il diritto di un giocatore a prendersi responsabilità e a sbagliare, promuovendo coraggio, fiducia e crescita collettiva.

Q: La frase giustifica ogni opinione controversa?

Non giustifica contenuti dannosi: invita a proteggere il diritto di espressione mentre si mantiene il confronto critico e il rispetto delle regole.

Q: Perché è utile nella gestione di una squadra?

Favorisce un clima dove i membri osano proporre idee e tiri rischiosi, migliorando evoluzione tattica e coesione.

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Curiosità

La frase è spesso attribuita a Voltaire ma fu coniata da Evelyn Beatrice Hall come parafrasi del pensiero voltairiano; Hall pubblicava anche con lo pseudonimo S. G. Tallentyre. La celebre formula ha ispirato slogan per associazioni a difesa delle libertà civili e viene citata frequentemente in contesti sportivi per promuovere la cultura del rischio e del rispetto.


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