Quando la politica gioca a basket
Nessun partito può prendere in giro tutte le persone per tutto il tempo; è per questo che abbiamo due partiti.
💡 Riflessione AI
La battuta mette in luce, con leggerezza, il principio che la competizione è il miglior correttore degli eccessi: dove c'è contesa non regna l'inganno incontrastato. Nel linguaggio sportivo diventa la lezione che nessuna squadra può imbrogliare o dominare tutti gli avversari per sempre.
Significato Profondo
Dal punto di vista educativo la citazione è un invito alla vigilanza collettiva e all'umiltà: in partita come in politica, la presenza di avversari agguerriti stimola adattamento, migliora la tattica e preserva l'equità. La battuta di Hope usa l'umorismo per ricordare che il confronto è necessario perché emergano verità e meriti reali.
"No one party can take in all of the people all of the time; that's why we have two parties."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a Bob Hope in varie apparizioni e monologhi; non è documentata una fonte singola e pubblicata (libro, film o discorso specifico) universalmente riconosciuta. La citazione circola soprattutto come battuta di repertorio del comico negli anni centrali della sua carriera.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un allenatore usa la battuta dopo aver visto la rivalità tra due squadre: «Nessun team può ingannare tutti gli avversari sempre; per questo esistono le rivalità» — per sottolineare come lo scontro mantenga alta la qualità.
- ✓ Un commentatore di partita la cita per spiegare che due stili opposti (difensivo vs offensivo) si controllano a vicenda e impediscono il dominio assoluto di una singola tattica.
- ✓ Un capitano la propone nello spogliatoio come monito: se una squadra pensa di poter bluffare durante la stagione, la competizione e il calendario implacabile la smaschereranno.
Variazioni e Sinonimi
- • Non si può ingannare tutti per sempre.
- • La competizione smaschera chi bluffa.
- • L'alternanza è il miglior controllo.
- • Dove c'è confronto, c'è verità.
Domande Frequenti (FAQ)
La frase è comunemente attribuita a Bob Hope e rispecchia il suo stile, ma non è legata a una fonte pubblicata specifica; circola soprattutto come battuta dei suoi monologhi.
Nel basket funziona come metafora: la competizione fra squadre impedisce che una sola tattica o squadra domini impunemente; gli avversari adattano e scoprono i limiti.
È originariamente una battuta politica che si presta facilmente a letture sportive e di vita: parla di equilibrio, alternanza e controllo reciproco.
Perché insegna il valore del confronto sano, della responsabilità collettiva e dell'umiltà, concetti trasferibili a scuola, sport e leadership.
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