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Superbia nello Sport e nella Vita

La superbia scava abissi di odio tra i sottomessi ...

La superbia scava abissi di odio tra i sottomessi e i soprastanti, continuamente pungolati, quest’ultimi, dall’insana smania di eccellere.

💡 Riflessione AI

La frase mette in guardia contro l'orgoglio che frammenta i legami: in campo come nella vita, l'arroganza genera rancore e alimenta una corsa senza fine verso il primato. È un richiamo alla responsabilità di chi guida e al valore dell'umiltà collettiva.



Significato Profondo

La citazione descrive una dinamica sociale in cui l'orgoglio dei 'soprastanti' provoca fratture con i 'sottomessi': il desiderio incessante di emergere alimenta risentimento e distanza. In termini sportivi, questo si traduce nella tensione tra giocatori di punta e compagni meno valorizzati, dove la ricerca del primato individuale compromette la coesione del gruppo.

A livello psicologico la frase richiama i meccanismi della comparazione sociale e dell'ego: chi teme di perdere la propria posizione risponde con atteggiamenti che intimidiscono o marginalizzano gli altri, generando un circolo vizioso di ostilità. Per una squadra sana servono leadership umile, riconoscimento condiviso dei meriti e pratiche che bilancino competizione personale e obiettivi collettivi.
Versione Originale

"La superbia scava abissi di odio tra i sottomessi e i soprastanti, continuamente pungolati, quest’ultimi, dall’insana smania di eccellere."

Origine e Contesto

La citazione è attribuita a Cesare Marchi. Non è documentata come parte di un'opera canonica universalmente riconosciuta; circola soprattutto in contesti motivazionali e discussioni su leadership sportiva contemporanea. Le radici del pensiero rimandano a riflessioni classiche su orgoglio e potere, rilette oggi nel linguaggio dello sport.

Fonte: Attribuita a Cesare Marchi; non è disponibile una fonte originale verificata (libro, discorso o opera ufficiale) pubblicamente riconosciuta. La citazione viene diffusa in ambito sportivo e motivazionale senza riferimento a un testo singolo.

Impatto e Attualità

Rimane attuale perché il mondo dello sport professionistico e giovanile convive con visibilità mediatica, rivalità e pressioni individuali: dagli adolescenti che cercano visibilità sui social ai professionisti che difendono ruoli consolidati. Interpretando metafore come 'tiri' o 'essere killiati' in senso sportivo, la frase illumina come la superbia possa 'spegnere' performance, compromettere tiri decisivi e minare la fiducia collettiva.

Esempi di Utilizzo

  • In una squadra di basket un capitano che monopolizza i palloni e non coinvolge i compagni crea divisioni: la 'superbia' riduce le opportunità e mina la fiducia del roster.
  • Durante le selezioni giovanili l'allenatore che premia solo i più appariscenti alimenta risentimento; i giovani esclusi possono perdere motivazione e rendimento nei momenti chiave (i 'tiri' decisivi).
  • Nel confronto tra allenatori, la rivalità per primeggiare può portare a scelte tattiche egoistiche: una strategia pensata per brillare individualmente può 'uccidere' metaforicamente le chance di vittoria della squadra.

Variazioni e Sinonimi

  • L'arroganza erige muri tra chi guida e chi segue.
  • L'orgoglio divide le squadre e corrode la fiducia.
  • Chi brama il primato semina risentimento tra i compagni.
  • La smania di eccellere isola chi avrebbe bisogno di collaborazione.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa intendono 'sottomessi' e 'soprastanti' nel contesto sportivo?

Si riferisce metaforicamente a chi è meno valorizzato (panchina, ruoli minori) e a chi detiene visibilità o potere (titolari, leader); la frase sottolinea il conflitto che può nascere tra queste posizioni.

Q: Come si può contrastare la superbia in una squadra di basket?

Promuovendo leadership umile, rotazione dei minuti, riconoscimento dei contributi di tutti e comunicazione aperta per costruire fiducia e responsabilità condivisa.

Q: La citazione giustifica la competizione individuale nello sport?

No: evidenzia invece i rischi di una competizione fine a se stessa che mette l'ego davanti al bene collettivo; la competizione sana va bilanciata con lo spirito di squadra.

Q: La frase proviene da un libro o da un discorso conosciuto?

La citazione è attribuita a Cesare Marchi, ma non è associata in modo certo a un'opera pubblicata o a un discorso riconosciuto; la fonte originale non è verificata.

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Curiosità

Cesare Marchi è citato in ambiti motivazionali e sportivi contemporanei; tuttavia non esistono fonti bibliografiche universali che attestino l'origine della frase in un'opera specifica. La massima è spesso utilizzata nei briefing tecnici e nei discorsi di squadra per ricordare l'importanza dell'umiltà.


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