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La cattiveria dei buoni nello sport

La cattiveria dei buoni è pericolosissima. Gli al...

La cattiveria dei buoni è pericolosissima. Gli altri la distribuiscono in dosi giornaliere, mentre chi la concentra ne fa strumenti esplosivi.

💡 Riflessione AI

La frase suggerisce che la malevolenza, quando proviene da persone perbene, è più insidiosa perché mascherata e rara; concentrata, diventa forza improvvisa e determinante. In chiave sportiva indica come l'intensità selettiva (la 'cattiveria' agonistica) possa trasformare un gesto in momento decisivo.



Significato Profondo

La citazione mette in luce una contraddizione morale: i 'buoni' che praticano la cattiveria in modo selettivo risultano più pericolosi perché la loro azione è meno prevedibile e più potente quando si manifesta. Applicata allo sport, significa che un comportamento aggressivo o determinato, dosato quotidianamente dagli avversari come routine, è meno devastante rispetto all'esplosione improvvisa di intensità di chi accumula energia agonistica per usarla in un momento chiave (un tiro decisivo, una difesa feroce, una strategia a sorpresa).

Nel registro educativo la frase invita a distinguere tra cattiveria come atteggiamento diffuso e cattiveria come riserva d'intensità: la seconda può essere trasformata in qualità positiva se incanalata in disciplina, concentrazione e tattiche pulite. In termini psicologici si parla di controllo emotivo e canalizzazione dell'energia competitiva verso risultati concreti, non di malizia fine a se stessa.
Versione Originale

"La cattiveria dei buoni è pericolosissima. Gli altri la distribuiscono in dosi giornaliere, mentre chi la concentra ne fa strumenti esplosivi."

Origine e Contesto

Giulio Andreotti (1919–2013) è stato una figura centrale della politica italiana del XX secolo, noto per la sua lunga carriera, per l'uso di aforismi e per un linguaggio asciutto e ironico. Molte sue battute e massime circolarono nei decenni della Guerra Fredda e della politica interna italiana, riflettendo la sua esperienza di uomo di stato abituato a guardare alle dinamiche di potere e strategia.

Fonte: Attribuita a Giulio Andreotti; la citazione circola in raccolte di aforismi e in resoconti di interviste, ma non è sempre rintracciabile in un libro o discorso formalmente verificabile.

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché descrive dinamiche umane ancora presenti nello sport e nella vita quotidiana: la differenza tra chi è costantemente provocatorio e chi invece riserva tutta la propria energia a momenti decisivi. Nel basket contemporaneo, ad esempio, il concetto si traduce nella capacità di un giocatore o di una squadra di risparmiare energie e lucidità per il 'clutch time' o di trasformare rabbia e frustrazione in una prestazione efficiente.

Esempi di Utilizzo

  • Un coach usa la frase per spiegare che trasformare frustrazione in focus può portare a un tiro decisivo nel quarto quarto.
  • Un giocatore che dopo una serie di errori ritrova calma e concentrazione per segnare il canestro della vittoria è un esempio di 'cattiveria' concentrata positiva.
  • Nella gestione di squadra, critiche mirate e accumulate possono esplodere in conflitti; la frase invita a usare la determinazione in modo costruttivo e non distruttivo.

Variazioni e Sinonimi

  • La cattiveria ragionata è più pericolosa di quella quotidiana.
  • Il veleno dosato è meno temibile della bomba tenuta in mano.
  • Chi conserva la cattiveria la trasforma in potenza.
  • L'intensità concentrata vale più dell'aggressività di routine.
  • La riserva di rancore esplode quando meno te l'aspetti.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa intende Andreotti con 'cattiveria dei buoni'?

Si riferisce a una malevolenza nascosta o selettiva: chi sembra 'buono' ma accumula risentimento può agire in modo più potente e sorprendente.

Q: È un invito alla violenza?

No: in questo contesto va interpretata metaforicamente. Nel sport indica concentrazione, determinazione e intensità agonistica, non azioni violente.

Q: Come si applica questa idea al basket?

Significa allenare la capacità di conservare lucidità ed energia per i momenti decisivi (clutch), trasformando rabbia o frustrazione in esecuzioni tecniche efficaci.

Q: Da dove proviene esattamente la citazione?

La frase è attribuita a Giulio Andreotti e compare in diverse raccolte di aforismi e riferimenti giornalistici; non è sempre possibile identificarne una singola origine verificata.

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Curiosità

Andreotti era conosciuto per le sue massime taglienti e per un linguaggio che mescolava realismo politico e ironia; questa frase rientra nella tradizione delle sue battute che osservano la natura umana con spirito distaccato. È spesso citata fuori dal contesto politico, anche in ambiti sportivi e formativi.


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