Ipocrisia e tolleranza nello sport e vita
L’ipocrisia è la madre della tolleranza... o ne sarà la figlia? non lo so? comunque sono parenti strette.
💡 Riflessione AI
L’aforisma mette in relazione due atteggiamenti umani, mostrando come la faccia pubblica e il compromesso possano alimentarsi a vicenda; in chiave sportiva, suona come un invito a riconoscere quando la 'tolleranza' diventa passività. Nel gioco e nella vita è utile domandarsi se si sta proteggendo la squadra o coprendo ipocrisie che indeboliscono il gruppo.
Significato Profondo
Nel contesto sportivo (specialmente nel basket), la citazione si legge come monito: accettare subito tutto per mantenere l’armonia può proteggere il singolo nel breve periodo ma indebolire la squadra nel lungo termine. Qui "tolleranza" non è necessariamente virtù in sé se diventa omertà sugli errori ripetuti; serve equilibrio tra comprensione e rigore.
"L’ipocrisia è la madre della tolleranza... o ne sarà la figlia? non lo so? comunque sono parenti strette."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a Dacia Maraini; la formula circola come aforisma citato in interviste e raccolte di citazioni, ma una fonte testuale precisa e verificata non è documentata pubblicamente.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ In riunione tecnica l’allenatore usa la frase per spiegare che perdonare sempre gli stessi errori corrode la competitività della squadra.
- ✓ Un commento sportivo sul blog paragona il 'tollerare' un giocatore che manca i tiri decisivi a una ipocrisia collettiva che ostacola il miglioramento.
- ✓ Un percorso di coaching usa l’aforisma come spunto per lavorare su responsabilità personale e trasparenza nei rapporti di squadra, trasformando i 'tiri sbagliati' in apprendimento.
Variazioni e Sinonimi
- • L’ipocrisia e la tolleranza sono parenti strette.
- • La tolleranza nasce talvolta dalla compiacenza.
- • Accettare tutto può essere figlio dell’opportunismo.
- • La complicità silenziosa alimenta la pazienza apparente.
Domande Frequenti (FAQ)
Che ipocrisia e tolleranza possono alimentarsi a vicenda: evitare lo scontro non sempre è virtù, può essere anche copertura.
Sì — interpretando termini come 'tiri' e 'morto' in senso metaforico, la citazione è adatta a riflessioni su squadra, disciplina e leadership.
La frase è attribuita a Dacia Maraini e circola come suo aforisma; tuttavia non esiste una fonte testuale pubblica e verificata che ne confermi l’origine precisa.
No: anche se contiene termini forti, nel contesto originario e sportivo vanno letti in senso figurato, non come invito a violenza.
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