L'invidia nello sport e nella vita
L’invidia è cieca, né altro sa fare che sminuire il valore altrui, corrompendo gli onori ed i meriti che uno si merita.
💡 Riflessione AI
L'invidia è un velo che offusca la giusta misura del merito, trasformando il valore altrui in niente. Nel campo e nella vita, confonde il giudizio e corrode gli onori conquistati con fatica.
Frasi di Tito Livio
Significato Profondo
Sul piano educativo, la frase invita a distinguere tra critica costruttiva e atteggiamento invidioso: la prima cerca miglioramento e verità, la seconda cerca di intaccare la reputazione. Allenatori, atleti e tifosi possono usare questa consapevolezza per promuovere una cultura che valorizzi i risultati reali e combatta la retorica che «uccide» metaforicamente i meriti altrui.
"Non è disponibile una versione latina identica a questa formulazione; la frase fornita è probabilmente una rielaborazione moderna delle idee presenti nelle opere di Tito Livio."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuzione generale a Tito Livio; concetto coerente con i passaggi morali di Ab Urbe Condita. Tuttavia la formulazione italiana fornita non è rintracciabile come citazione letterale in un capitolo specifico e appare come una parafrasi moderna del pensiero liviano.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Commento di un cronista dopo una serie di critiche social: «Invece di riconoscere l'MVP, l'invidia ha cercato di sminuire ogni tiro decisivo».
- ✓ Un allenatore che osserva la cultura del club: «Non dobbiamo permettere che l'invidia corrompa gli onori conquistati sul campo».
- ✓ Una rubrica tattica in cui un analista spiega come le critiche ai tiri decisivi siano spesso motivate dall'invidia, non da un'analisi obiettiva del gioco.
Variazioni e Sinonimi
- • L'invidia acceca il giudizio
- • Chi invidia sminuisce il merito altrui
- • L'invidia corrompe gli onori
- • Il risentimento cancella il valore
- • La gelosia invalida i riconoscimenti
- • Offuscare il merito è opera dell'invidia
Domande Frequenti (FAQ)
La frase è attribuita a Tito Livio e riflette il tono morale delle sue opere, ma la formulazione italiana non è rintracciata come citazione letterale: si tratta probabilmente di una parafrasi moderna.
Si applica riconoscendo quando critiche e racconti mediatici nascono da invidia: promuovendo dati oggettivi, fair play e rispetto si protegge il valore dei meriti sportivi.
No. La frase ha funzione descrittiva e morale: serve a riconoscere il fenomeno per contrastarlo con comportamento etico, non a legittimare vendette o aggressività.
L'opera principale è Ab Urbe Condita; esistono traduzioni moderne e edizioni critiche che raccolgono i libri superstiti e forniscono contesto storico e interpretativo.
Se nel breve momento utile a cogliere un’occasione, la cui opportunità passa e poi vola via, si esita, inutilmente si va poi alla ricerca della circostanza perduta.
La paura di una minaccia esterna, massima garanzia di concordia, teneva uniti gli animi, anche se non mancavano reciproci sospetti e ostilità.