📖 Biografia e Stile
Marcel Proust (1871-1922) nacque il 10 luglio 1871 ad Auteuil, Parigi, in una famiglia borghese: il padre Adrien, medico rinomato, e la madre Jeanne Weil, di origine ebraica alsaziana. Giovane brillante e frequentatore dei salotti letterari, esordì come scrittore e critico ma fu segnato da problemi di salute che lo spinsero a uno stile di vita ritirato.
La sua opera principale, Alla ricerca del tempo perduto, nasce dall'ossessione per la memoria e il tempo: romanzo-fiume che indaga coscienza, passioni e società francese. Proust trasformò l'esperienza personale in esplorazione filosofica e letteraria, vivendo gli ultimi anni quasi in clausura per dedicarsi alla riscrittura ossessiva del suo capolavoro. Morì il 18 novembre 1922; alcune parti dell'opera furono pubblicate postume dal fratello Robert.
⏳ Cronologia
💡 Lo sapevi che...
- Scriveva gran parte della sua opera a letto, al buio o con tende chiuse, per proteggersi dalla luce del sole a causa dell'asma.
- Il manoscritto di Alla ricerca del tempo perduto supera le 3.000 pagine: molti volumi furono pubblicati tra il 1913 e il 1927, alcuni postumi e curati dal fratello Robert.
- La scena della madeleine è diventata simbolo universale della 'memoria involontaria', concetto centrale nella sua estetica.
📚 Opere Principali
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Non voglio essere libero dai pericoli, voglio solo il coraggio di affrontarli.
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L’idea che si morirà è più crudele del morire, ma meno dell’idea che un altro sia morto.
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È sempre in uno stato d’animo non destinato a durare che si prendono risoluzioni definitive.
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La nobiltà o il denaro sono soltanto lo zero che moltiplica il valore.
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L’istinto detta il dovere e l’intelligenza fornisce i pretesti per eluderlo.
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Credere che l’amicizia esista è come credere che i mobili abbiano un’anima.
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Il desiderio fa fiorire ogni cosa; il possesso rende tutto logoro e sbiadito.
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I tre quarti delle malattie delle persone intelligenti provengono dalla loro intelligenza.
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L’idea che da tempo ci siamo fatti di una persona ci tappa occhi e orecchie.
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I veri libri devono essere figli non della luce e delle chiacchiere ma dell’oscurità e del silenzio.
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Di solito si detesta chi ci assomiglia, e i nostri stessi difetti visti dal di fuori ci esasperano.
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Quante gioiepossibili si sacrificano così all'impazienza di un piacere immediato.
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Preferivo che la vita fosse all'altezza delle mie intuizioni.
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