Errare è umano, perseverare nello sport
Errare è umano, perseverare diabolico.
💡 Riflessione AI
Ammettere un errore è parte della natura umana; nello sport come nella vita la vera colpa non è cadere ma ostinarsi a ripetere lo stesso movimento sbagliato. La frase invita a trasformare gli errori in allenamento consapevole.
Significato Profondo
Sul piano pratico la frase sollecita l'uso di strumenti di correzione (videoanalisi, allenamenti mirati, coaching, statistiche) e una cultura della responsabilità: il singolo atleta e la squadra devono imparare a distinguere tra fallimenti ricorrenti e incidenti isolati, intervenendo con metodi che spezzino la ripetizione dell'errore e promuovano l'apprendimento progressivo.
"Errare humanum est, perseverare autem diabolicum."
Origine e Contesto
Fonte: Proverbio latino tradizionale; attribuzione incerta (non rintracciata nelle opere note di Sant'Agostino).
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Basket: un giocatore che continua a tirar da distanza col piede mal posizionato deve rivedere tecnica e ripetizioni; 'perseverare diabolico' significa non cambiare ed accumulare errori.
- ✓ Allenatore: se una strategia difensiva fallisce ripetutamente, il coach non può insistere indistintamente; bisogna analizzare i dati e adattare i sistemi di gioco.
- ✓ Vita/allenamento: chi ripete lo stesso programma senza periodizzazione né feedback rischia il plateau; riconoscere l'errore è il primo passo verso il miglioramento.
Variazioni e Sinonimi
- • Sbagliare è umano, continuare è pericoloso
- • Chi persiste nell'errore si condanna da solo
- • Errare è umano, insistere è stoltezza
- • L'errore insegna, la perseveranza nell'errore uccide il progresso
- • Errar è umano; correggersi è segno di intelligenza
Domande Frequenti (FAQ)
L'attribuzione a Sant'Agostino è tradizionale ma non supportata da testi noti dell'autore; la massima è piuttosto un proverbio latino di origine incerta.
Significa usare analisi tecnica e tattica: individuare errori ricorrenti (meccanica del tiro, scelte offensive), programmare correzioni e misurare i progressi per non perpetuare difetti.
Sì, se usata per promuovere una cultura dell'apprendimento e del cambiamento; attenzione a non usarla per colpevolizzare, ma come sprone a migliorare.
La massima ha una valenza morale e può incrociare temi religiosi come la responsabilità e la conversione, ma è essenzialmente un proverbio etico applicabile anche in ambito profano e sportivo.
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