Vento d'estate: tiri e tempo
E il vento d'estate che viene dal mareintonerà un canto fra mille rovine,fra le macerie delle città, fra case e palazziche lento il tempo sgretolerà.
💡 Riflessione AI
Il verso evoca il ritorno di una voce che resiste alla lenta distruzione del tempo; nella chiave sportiva è il canto dei tiri che continuano a premere anche tra le difficoltà. È un invito a riconoscere la bellezza della lotta e la tenacia di chi non smette di provare.
Frasi di Francesco Guccini
Significato Profondo
Nella prospettiva educativa e sportiva, la frase funziona come immagine dell'allenamento e della carriera: le «macerie» sono le sconfitte, gli infortuni e i cicli di ricostruzione, mentre il «canto» sono le azioni che rimangono — i tiri presi, i rimbalzi conquistati, la leadership mantenuta. Il tempo che «sgretola» ricorda l'usura naturale, ma anche la necessità di saper ricostruire il gioco con pazienza e continuità.
"E il vento d'estate che viene dal mareintonerà un canto fra mille rovine,fra le macerie delle città, fra case e palazziche lento il tempo sgretolerà."
Origine e Contesto
Fonte: Verso tratto da un testo poetico-musicale di Francesco Guccini (canzone/testo). Il passaggio è attribuito all'opera lirico-poetica dell'autore; le citazioni del testo circolano frequentemente in raccolte e antologie dei suoi testi.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Discorso pre-partita di un coach: «Ricordate il verso di Guccini: anche tra le macerie il vento può intonare un canto — prendete i vostri tiri con fiducia».
- ✓ Post social di un capitano: «Dopo una stagione difficile, i tiri continuano a parlare: il vento d'estate ci ricorda di non smettere di provare.»
- ✓ Lezione di preparazione mentale: usare la metafora per spiegare come le abitudini di allenamento persistono nonostante gli insuccessi e il tempo che passa.
Variazioni e Sinonimi
- • Il vento porta una canzone tra le rovine
- • In mezzo alle macerie la voce resiste
- • Il tempo sgretola le cose, non il canto
- • Un tiro che attraversa le cadute e resta
Domande Frequenti (FAQ)
Indica che, anche tra difficoltà e sconfitte, le azioni determinanti (i tiri, la tecnica, l'impegno) restano e possono cambiare il corso della partita; è una metafora di resilienza e continuità.
Sì: il testo è attribuito a Francesco Guccini come parte della sua produzione poetico-musicale; viene spesso citato in raccolte dei suoi testi.
Sì: per usi didattici e motivazionali è appropriato citare l'autore; per usi commerciali è consigliabile verificare i diritti d'autore e le licenze.
Le immagini di 'rovine' e 'macerie' sono metaforiche: in contesto sportivo ed educativo vanno interpretate come difficoltà, non come apologia di violenza.
Ma dove sono andate quelle piogge d’aprile che in mezz’ora lavavano un’anima o una strada, e lucidavano in fretta un pensiero o un cortile bucando la terra dura e nuova come una spada?
Vorrei cantare il canto delle tue mani,giocare con te un eternogioco proibitoche l'oggi restasse oggi senza domanio domani potesse tendere all'infinito.
Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa e c’è il sospetto che sia triviale l’affanno e l’ansimo dopo una corsa, l’ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita, il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami… vita.