Uomini, tiri e fragilità
Cratos. Ma tu sai cosa sono gli uomini? Miserabili cose che dovranno morire, più miserabili dei vermi o delle foglie dell’altr’anno che son morti ignorandolo.
💡 Riflessione AI
Nel lessico del basket e della vita, Pavese sottolinea la fragilità umana: ogni uomo è destinato a cadere, come un tiro che non entra. È un invito a trasformare la consapevolezza della caducità in allenamento, strategia e resilienza.
Frasi di Cesare Pavese
Significato Profondo
Nel contesto sportivo (in particolare nel basket), l'immagine si presta a una lettura metaforica: i "tiri" sono i tentativi, le scelte e le azioni che compiamo; essere "morti" o "sconfitti" non è violenza reale ma l'essere estromessi dal gioco, perdere opportunità o perdere fiducia. La citazione diventa così monito per allenatori e atleti: riconoscere la propria vulnerabilità significa anche allenarsi per trasformare le cadute in crescita e i tiri sbagliati in apprendimento.
"Cratos. Ma tu sai cosa sono gli uomini? Miserabili cose che dovranno morire, più miserabili dei vermi o delle foglie dell’altr’anno che son morti ignorandolo."
Origine e Contesto
Fonte: Dialoghi con Leucò (1947), dialogo intitolato "Cratos"
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Discorso dell'allenatore: usare la frase per ricordare alla squadra che ogni tiro sbagliato è un'occasione per migliorare, non una condanna definitiva.
- ✓ Articolo formativo su mental coaching: spiegare come accettare la caducità dell'errore aiuta a prevenire il burnout e a costruire resilienza.
- ✓ Sessione di preparazione mentale pre-partita: trasformare la paura di 'essere fuori gioco' in strategie pratiche per recuperare dopo un errore.
Variazioni e Sinonimi
- • L'uomo è fragile come una foglia al vento
- • Tutti cadono; pochi sanno rialzarsi
- • Siamo attimi destinati a svanire
- • Ogni errore è una caduta che insegna
Domande Frequenti (FAQ)
Indica la fragilità e la caducità umana: un richiamo a riconoscere i limiti e a trasformare la consapevolezza in azione costruttiva.
La frase è tratta dai 'Dialoghi con Leucò' (1947), nel dialogo intitolato 'Cratos'.
Nel basket si può leggere come metafora dei tiri mancati e delle sconfitte: accettare gli errori, allenarsi e recuperare sono la risposta alla fragilità.
No: il riferimento alla morte va interpretato in senso metaforico ed esistenziale; nel contesto sportivo parla di esclusione, cadute e opportunità di crescita.
Le belle persone si distinguono, non si mettono in mostra. Semplicemente, si vestono ed escono. Chi può, le riconosce.
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Ti amo. Di questa parola so tutto il peso – l’orrore e la meraviglia – eppure te la dico, quasi con tranquillità. L’ho usata così poco nella mia vita, e così male, che è come nuova per me.