Platone: l'ingiustizia danneggia l'anima
Chi commette un'ingiustizia è sempre più infelice di quello che la subisce.
💡 Riflessione AI
La frase suggerisce che fare ingiustizia corrode l'interiorità dell'autore del torto, rendendolo moralmente e psicologicamente più sventurato di chi subisce il danno. È un richiamo poetico e filosofico alla cura dell'anima come fondamento della vera felicità.
Frasi di Platone
Significato Profondo
In termini educativi, la frase invita a ripensare le priorità morali: perseguire interessi immediati a scapito della giustizia è breve guadagno con un costo duraturo per la persona. Nell'ottica platonica la giustizia è salute dell'anima; commettere ingiustizia equivale a introdurre una malattia che rende la vita meno buona e meno armoniosa per l'autore del torto.
"Ἀδικῶν δ᾽ ἀεὶ δυστυχέστερος ὁ ποιῶν ἢ ὁ πάσχων (versione greca ricostruita della massima platonica)."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a Platone; formulazioni analoghe si trovano nei dialoghi come il Gorgia e la Repubblica (discussioni socratiche sulla giustizia).
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ In azienda: un dirigente che froda i bilanci può avere successo materiale ma vive sotto stress, paura di scoperta e isolamento professionale.
- ✓ Nelle relazioni personali: chi tradisce fiducia e compie ingiustizie subisce spesso rimorso, incrinando la propria serenità emotiva.
- ✓ Nella politica: un funzionario corrotto perde credibilità, libertà e benessere interiore, mostrando che il potere illecito corrode chi lo esercita.
Variazioni e Sinonimi
- • Chi fa del male paga più di chi lo subisce.
- • L'ingiustizia corrode chi la compie.
- • Il torto ritorna più amaro per chi lo commette.
- • Chi nuoce agli altri si danneggia prima di tutto.
Domande Frequenti (FAQ)
La massima è attribuita alle concezioni platoniche e compare in forma analoga nei dialoghi che affrontano la giustizia (ad es. il Gorgia e la Repubblica); esistono varie formulazioni del concetto.
Per Platone l'infelicità non è solo dolore fisico ma squilibrio e corruzione dell'anima: perdita di armonia morale, pace interiore e qualità della vita.
Si applica nelle riflessioni su responsabilità individuale, giustizia riparativa e nelle analisi psicologiche di chi commette reati o abusi: l'atto ingiusto ha spesso ricadute negative anche per l'autore.
Platone non nega la sofferenza della vittima; sottolinea però che il danno morale e spirituale che colpisce chi compie l'ingiustizia può essere più duraturo e profondamente distruttivo.
La democrazia è una forma affascinante di governo, piena di varietà e disordine, e dispensatrice di una forma di uguaglianza agli eguali e ai diseguali allo stesso modo.
Le brave persone non hanno bisogno di leggi che dicano loro di agire responsabilmente, mentre le cattive persone troveranno un modo per aggirare le leggi.
Dimmi, o Socrate, non ti vergogni, alla tua età, di andare a caccia di parole, e, quando uno si sbagli di una parola, di credere di aver trovato in questo una fortuna inaspettata?
Tu offri ai discenti l’apparenza, non la verità della sapienza; perché quand’essi, mercé tua, avranno letto tante cose senza nessun insegnamento, si crederanno in possesso di molte cognizioni, pur’essendo fondamentalmente rimasti ignoranti e saranno insopportabili agli altri perché avranno non la sapienza, ma la presunzione della sapienza.