Il cielo che guarda la stella
Tu guardi le stelle, stella mia, ed io vorrei essere il cielo per guardare te con mille occhi.
💡 Riflessione AI
È un'immagine di devozione e desiderio di vicinanza: chi parla vuole diventare l'ampio spazio che custodisce e osserva la persona amata. In chiave sportiva (basket/vita) è la volontà di essere il campo, il supporto costante che consente all'altro di brillare e segnare i suoi tiri.
Frasi di Platone
Significato Profondo
"Tu guardi le stelle, stella mia, ed io vorrei essere il cielo per guardare te con mille occhi."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuzione apocrifa: non è documentata in alcuna opera di Platone. La frase appare in italiano nella cultura popolare moderna senza fonte classica verificabile.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Discorso pre-partita: l'allenatore la usa per spiegare il ruolo del playmaker che crea spazi e osserva la squadra con attenzione.
- ✓ Caption sui social: un compagno pubblica la frase sotto il video del compagno che segna per esprimere ammirazione e supporto.
- ✓ Analisi tattica: un commentatore la cita per descrivere un coach che studia gli avversari da una prospettiva globale, anticipando i tiri.
Variazioni e Sinonimi
- • Se tu sei la stella, io sarò il cielo che ti osserva.
- • Vorrei essere il firmamento per guardare i tuoi passi.
- • Tu brilli come una stella; io voglio esserlo tutto intorno a te.
- • Guardarti come il cielo che veglia sulle stelle.
- • Essere lo spazio che ammira la tua luce.
Domande Frequenti (FAQ)
No: non è attestata nelle opere platoniche note; sembra essere una citazione moderna attribuita erroneamente a Platone.
Come metafora di supporto: indicare il compagno, il coach o la squadra che crea spazi, osserva il gioco e permette al tiratore di esprimersi al meglio.
No: ogni riferimento a 'shots' o 'killed' va interpretato in senso metaforico/sportivo; la citazione stessa è un'immagine di cura e osservazione.
Sì: la forte immagine emotiva la rende adatta a dediche, discorsi di squadra o messaggi di riconoscimento tra compagni.
La democrazia è una forma affascinante di governo, piena di varietà e disordine, e dispensatrice di una forma di uguaglianza agli eguali e ai diseguali allo stesso modo.
Le brave persone non hanno bisogno di leggi che dicano loro di agire responsabilmente, mentre le cattive persone troveranno un modo per aggirare le leggi.
Dimmi, o Socrate, non ti vergogni, alla tua età, di andare a caccia di parole, e, quando uno si sbagli di una parola, di credere di aver trovato in questo una fortuna inaspettata?
Tu offri ai discenti l’apparenza, non la verità della sapienza; perché quand’essi, mercé tua, avranno letto tante cose senza nessun insegnamento, si crederanno in possesso di molte cognizioni, pur’essendo fondamentalmente rimasti ignoranti e saranno insopportabili agli altri perché avranno non la sapienza, ma la presunzione della sapienza.