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Cosa dicono gli altri di te

Se vuoi sapere cosa dice la gente di te quando non...

Se vuoi sapere cosa dice la gente di te quando non ci sei, ascolta cosa dice degli altri in tua presenza.

💡 Riflessione AI

La misura della nostra reputazione si rivela negli sussurri altrui: osservare come parlano degli altri in nostra presenza svela verità sul loro carattere e, per riflesso, su di noi. È un invito a leggere i gesti sociali come specchi della fiducia e dell'onestà.



Significato Profondo

La frase invita a usare l'osservazione indiretta come strumento di giudizio morale e sociale: non è tanto ciò che viene detto su di noi in nostra assenza a rivelare la verità, quanto il modo in cui le persone parlano degli assenti quando si trovano con noi. Il paradosso è che il comportamento verso gli assenti è spesso più sincero della conversazione diretta, perché meno soggetto a convenzioni e adulazioni.

In chiave educativa, questa massima suggerisce prudenza nelle relazioni: valutare l'affidabilità di una persona osservando le sue conversazioni, i toni e le ricorrenze del pettegolezzo fornisce indizi sul suo rispetto per gli altri e sulla sua tendenza a tradire confidenze. È un monito a coltivare circoli di fiducia e a discernere tra giudizio informato e calunnia.
Versione Originale

"Si vous voulez savoir ce que les gens disent de vous quand vous n'êtes pas là, écoutez ce qu'ils disent des autres en votre présence."

Origine e Contesto

Jean-Benjamin de La Borde (1734–1794) fu una figura culturale attiva nel XVIII secolo francese: compositore, collezionista di canzoni e bibliografo della musica cortesana. Operò nell'ambiente dei salotti e della corte, dove aforismi e massime circolavano spesso oralmente. L'epoca illuminista e il vivace dibattito sui costumi morali resero comuni osservazioni sul comportamento sociale e sull'onestà reciproca.

Fonte: La frase è comunemente attribuita a Jean-Benjamin de La Borde, ma non esiste una fonte primaria universalmente verificata che la documenti in un'opera precisa. Si tratta di una massima diffusa nei secoli e spesso ricondotta a La Borde per via della sua attività nei circoli salottieri; non è possibile indicare con certezza un libro o un discorso originario.

Impatto e Attualità

La massima resta attuale perché parla di dinamiche sociali universali: nel mondo digitale e nei social media i segnali di credibilità e rispetto si moltiplicano, e osservare come una persona parla di terzi online o in privato è fondamentale per valutare affidabilità, leadership e cultura aziendale. Inoltre, in contesti professionali e personali, la frase aiuta a prevenire fiducia malriposta e a riconoscere comportamenti manipolativi.

Esempi di Utilizzo

  • In azienda: osservare come un candidato parla di ex colleghi durante il colloquio per valutare affidabilità e discrezione.
  • In amicizia: notare se qualcuno sminuisce o diffama costantemente persone assenti prima di confidarsi con lui.
  • In politica o media: analizzare discorsi e post pubblici per capire se un leader tende all'attacco personale o al confronto costruttivo.

Variazioni e Sinonimi

  • Chi parla male degli assenti parlerà male anche di te.
  • Per conoscere il carattere di una persona, ascolta come parla degli altri.
  • Il modo in cui trattano gli assenti rivela il loro vero sé.
  • Le parole sugli assenti sono lo specchio del cuore.
  • Osserva i pettegolezzi: sono indizi della fiducia che puoi riporre in qualcuno.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Chi era Jean-Benjamin de La Borde?

Fu un compositore e collezionista musicale francese del XVIII secolo (1734–1794) noto per le sue raccolte e per la partecipazione ai salotti culturali dell'epoca.

Q: La citazione è autentica e proviene da un libro di La Borde?

L'attribuzione è tradizionale ma non confermata da una fonte primaria chiara; la massima circola come aforisma senza riferimento editoriale preciso.

Q: Come si può applicare oggi questa frase?

Usandola come criterio di discernimento: osserva come le persone parlano degli altri per valutare affidabilità, rispetto e tendenze al pettegolezzo.

Q: È giusto giudicare qualcuno solo da come parla degli assenti?

No: è un indice utile ma va integrato con altre osservazioni; giudizi affrettati rischiano fraintendimenti, quindi conviene usare la massima come spunto di cautela, non come prova definitiva.

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Curiosità

La Borde è noto per aver raccolto e preservato molte canzoni e materiale di corte attraverso il cosiddetto "Chansonnier de La Borde", una fonte preziosa per gli studiosi di musica francese del XVIII secolo. Molte massime attribuite a figure del Settecento hanno circolato nei salotti senza un’autentica impronta editoriale, rendendo frequente l'incertezza sull'origine precisa di aforismi come questo.


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