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Non Invidiare: Lezione per il Campo

Non sopravvalutare quello che hai ricevuto e non i...

Non sopravvalutare quello che hai ricevuto e non invidiare il prossimo: colui che invidia il prossimo non conseguirà la pace della mente.

💡 Riflessione AI

Sul parquet come nella vita: non gonfiare il valore di ciò che possiedi né consumarti per ciò che altri hanno. La vera vittoria è mantenere la calma interiore e trasformare ogni tiro mancato in allenamento.


Frasi di Buddha


Significato Profondo

La frase invita a mantenere equilibrio tra gratitudine e sobrietà: non esaltare oltre misura ciò che si è ricevuto (palleggi, opportunità, talento) né lasciare che il confronto con gli altri alimenti rancore. In ambito sportivo questo significa trasformare la competizione in spinta positiva, evitando che l'invidia comprometta lucidità tattica, relazioni di squadra e serenità interiore.

Dal punto di vista pratico la massima sottolinea la relazione tra attaccamento e performance: chi invidia spesso «insegue tiri» azzardati o prende decisioni impulsive per dimostrare il proprio valore, perdendo così ritmo e armonia di squadra. La pace della mente diventa allora una risorsa atletica che favorisce concentrazione, recupero emotivo e crescita costante.
Versione Originale

"Do not overvalue what you have received and do not envy others; he who envies will not gain peace of mind."

Origine e Contesto

La frase è attribuita agli insegnamenti del Buddha (V secolo a.C., subcontinente indiano). Gli insegnamenti buddisti furono trasmessi oralmente e raccolti successivamente nel Canone Pali (Tipitaka); molte massime popolari sono parafrasi moderne di concetti trovati nel Dhammapada e nei Sutta, che mettono in guardia contro l'odio, l'invidia e l'attaccamento come cause di sofferenza.

Fonte: Attribuita agli insegnamenti del Buddha; la formulazione data è una parafrasi moderna e non è rintracciabile parola per parola in un singolo sutta canonico. Concetti analoghi si trovano nel Dhammapada e in vari discorsi del Tipitaka.

Impatto e Attualità

Oggi, in un mondo di statistiche, social e paragoni costanti, il monito contro l'invidia è particolarmente rilevante per atleti e allenatori: preservare la calma mentale riduce l'ansia da prestazione e migliora la coesione di squadra. Applicata al basket, la massima aiuta a elaborare ruoli, rotazioni e scelte di tiro con meno emotività e più strategia.

Esempi di Utilizzo

  • Un giocatore che perde minuti in campo concentra l'energia sull'allenamento e sul miglioramento del tiro invece di invidiare il compagno con più minuti.
  • Un allenatore usa la lezione per gestire le rotazioni: incoraggia la squadra a non focalizzarsi su ciò che manca ma su come ottimizzare i propri tiri e schemi.
  • Un giovane atleta evita il confronto sui social e misura i propri progressi in statistiche personali e qualità di gioco, trovando stabilità mentale.

Variazioni e Sinonimi

  • Chi invidia perde la pace interiore.
  • Non confrontarti con gli altri; migliora te stesso.
  • Non attaccarti a ciò che possiedi, coltiva equilibrio.
  • La gelosia distrugge la concentrazione e la performance.
  • Valuta con misura ciò che hai e lavora senza risentimento.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Questa frase è davvero del Buddha?

È attribuita agli insegnamenti del Buddha e riassume concetti presenti nei testi buddisti, ma la formulazione è una parafrasi moderna piuttosto che una citazione parola per parola da un singolo testo canonico.

Q: Come si applica questa idea al basket?

Significa non farsi consumare dalla gelosia per i minuti o il successo altrui: lavorare sulla propria tecnica, scegliere i tiri giusti e mantenere il controllo emotivo migliora la prestazione.

Q: Perché l'invidia danneggia la performance?

L'invidia crea distrazione, decisioni impulsive e stress, che riducono concentrazione, precisione nei tiri e capacità di collaborazione con la squadra.

Q: Ci sono esercizi pratici per applicarla?

Sì: pratiche di mindfulness, revisione obiettivi personali, journaling sui progressi e sessioni video per focalizzarsi su aspetti tecnici piuttosto che confronti sociali.

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Curiosità

Molte massime popolari attribuite al Buddha sono parafrasi moderne sintetizzate dalla cultura contemporanea: i testi canonici furono tramandati oralmente per secoli prima della compilazione, perciò frasi diffuse oggi spesso condensano concetti più ampi presenti nel Dhammapada e nei Sutta. Nel mondo dello sport, allenatori di alto livello hanno spesso ripreso principi simili (non attaccamento, concentrazione, gestione dell'ego) per migliorare la performance mentale.


    Un amico che credevi sincero fa più paura di una bestia selvaggia; una bestia selvaggia può ferire il tuo corpo, ma un amico falso ti ferisce nell’anima.

    Tutto ciò che ha un inizio, ha una fine.

    La vita di ciascuno è il risultato della sua vita precedente. Gli errori precedenti sono evidenti ora come sofferenza, mentre le buone azioni mostrano le loro benedizioni.

    Alla fine solo tre cose contano: quanto hai amato, come gentilmente hai vissuto e con quanta grazia hai lasciato andare cose non destinate a te.

    Trattenere la rabbia e il rancore è come tenere in mano un carbone ardente con l’intento di gettarlo a qualcun altro: sei tu quello che viene bruciato.

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