Aspettare: matrimonio, basket e vita
Nella vita la sola cosa che un marito è sicuro di fare è di aspettare la moglie… Qualche volta sei ricompensato. Shane, scegli una moglie che valga la pena di aspettare.
💡 Riflessione AI
La frase mette insieme tenerezza e strategia: la pazienza nel rapporto di coppia diventa metafora di una scelta consapevole. Nel linguaggio sportivo significa aspettare il momento giusto per segnare o per scegliere un compagno che dia valore al gioco.
Significato Profondo
Trasferita al contesto del basket, la massima diventa consigli pratici: aspettare il passaggio giusto, non forzare il tiro, scegliere un compagno di squadra che valga la pena aspettare perché migliora il rendimento collettivo. In termini di vita quotidiana indica l'importanza di investire nel rapporto giusto e di riconoscere che alcune scelte richiedono tempo per maturare e dare frutti.
"In life the only thing a husband can be sure of is that he will have to wait for his wife... Sometimes you're rewarded. Shane, pick a wife worth waiting for."
Origine e Contesto
Fonte: Romanzo 'Shane' di Jack Schaefer (1949); la battuta è presente anche nell'adattamento cinematografico 'Shane' (1953), diretto da George Stevens.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un allenatore consiglia a un playmaker di non forzare il tiro: "Aspetta il passaggio, scegli il momento".
- ✓ In una consulenza prematrimoniale: "Meglio investire tempo nella relazione che sposarsi per impulso".
- ✓ Un capitano di squadra parla di reclutamento: "Scegli compagni che valgano la pena di aspettare, costruiscono il gruppo".
Variazioni e Sinonimi
- • La pazienza premia chi sa aspettare.
- • Meglio attendere il momento giusto che affrettare la scelta.
- • Aspetta il passaggio che ti farà vincere.
- • Scegli chi arricchisce il tuo gioco e la tua vita.
Domande Frequenti (FAQ)
Joe Starrett è il protagonista del romanzo 'Shane' di Jack Schaefer, un contadino e figura paterna che riflette su famiglia e valori.
La frase proviene dal contesto narrativo di 'Shane' (romanzo del 1949) ed è ripresa anche nel film del 1953.
Come metafora tattica: aspettare il passaggio giusto, non forzare il tiro e scegliere compagni che migliorano il rendimento collettivo.
No: va interpretata in senso metaforico e sportivo, come invito alla pazienza, alla strategia e alla scelta consapevole.
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