Mani e Occhi: metafora di squadra
Marito e moglie devono essere come le mani e gli occhi: quando le mani fanno male gli occhi piangono, quando gli occhi piangono le mani asciugano le lacrime.
💡 Riflessione AI
La coppia è immaginata come un'intima squadra: mani e occhi collaborano per curare ferite e asciugare lacrime. Nel contesto sportivo, è la metafora del sostegno reciproco — del compagno che copre, incoraggia e rialza dopo ogni tiro sbagliato.
Significato Profondo
Applicata al basket e alla vita, la metafora insegna ruoli complementari e comunicazione non verbale: il playmaker vede e guida (gli occhi), i compagni eseguono e proteggono (le mani). La forza collettiva nasce proprio da questa alternanza di empatia e azione pratica, capace di trasformare un errore in opportunità di crescita per l'intero gruppo.
"夫婦は手と目のようでなければならない。手が痛ければ目は涙を流し、目が涙を流せば手はその涙をぬぐう。"
Origine e Contesto
Fonte: Proverbio giapponese tradizionale; non attribuito a un'opera unica ma presente in raccolte di kotowaza e testi popolari.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Dopo un tiro sbagliato in partita, il capitano consola il compagno e gli suggerisce il prossimo taglio per ritrovare fiducia: gli occhi vedono l'errore, le mani rimettono in gioco.
- ✓ In allenamento, un giocatore che attraversa un momento personale riceve un carico di esercizi adattato dai compagni e dal coaching staff, dimostrando supporto pratico e presenza emotiva.
- ✓ In vita quotidiana di una coppia di atleti, uno prende il turno per gestire la casa quando l'altro ha una gara importante: equilibrio tra cura emotiva (ascolto) e azione concreta (sostegno logistico).
Variazioni e Sinonimi
- • Una squadra è come un corpo: ogni parte si prende cura dell'altra.
- • Compagni come mani e occhi: vedere, sentire e intervenire insieme.
- • Nella coppia e in campo, chi vede sostiene chi agisce.
- • Sostegno reciproco: asciugare le lacrime e dare il passaggio giusto.
Domande Frequenti (FAQ)
Indica che i compagni devono sostenersi: quando uno sbaglia un tiro o è giù di morale, gli altri reagiscono con empatia e azione per rimetterlo in partita.
Sì: appartiene alla tradizione dei kotowaza, massime popolari giapponesi trasmesse oralmente e raccolte in varie antologie.
Attraverso esercizi che favoriscono la comunicazione non verbale, simulazioni di errore e intervento solidale, e riflessioni post-partita focalizzate sul supporto reciproco.
Certamente: la metafora vale per qualsiasi relazione di fiducia, dalla squadra sportiva al gruppo di lavoro, passando per l'amicizia profonda.
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