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Morte e amore: un'eterna unione

Liberami, o Morte! Poiché l’eternità è più s...

Liberami, o Morte! Poiché l’eternità è più soave della terra per il convegno degli amanti. Lì aspetterò la mia diletta, per unirmi a lei.

💡 Riflessione AI

La frase celebra la morte come liberazione e come via verso la perfezione dell'unione amorosa; trasforma la fine in promessa di incontro eterno. È un inno al desiderio che trascende il mondo sensibile per cercare completezza nell'aldilà.


Frasi di Kahlil Gibran


Significato Profondo

La citazione pone la morte non come annientamento ma come liberazione: l'io lirico supplica la fine della vita terrena per raggiungere una dimensione in cui l'unione con l'amata è più dolce e perfetta. Qui la morte è ricodificata come passaggio che sottrae l'amore agli attriti del mondo materiale, rendendolo puro e senza fratture.

Sul piano simbolico, l'affermazione valorizza due temi classici della poesia: l'aspirazione all'oltre e la fiducia nella sopravvivenza del legame affettivo oltre la vita. L'enfasi sull'attesa («Lì aspetterò la mia diletta») restituisce un sentimento di paziente speranza, trasformando il lutto in promessa e la separazione in promessa di riunione.
Versione Originale

"Probable English rendering (not verified in a specific original text): "Deliver me, O Death! For eternity is more sweet than earth for the meeting of lovers. There I will wait for my beloved, to unite with her.""

Origine e Contesto

Kahlil Gibran (1883–1931) è stato un poeta, filosofo e artista libanese-americano la cui opera riflette una sintesi di spiritualità orientale e sensibilità romantica occidentale. Attivo negli Stati Uniti nei primi decenni del Novecento, è noto soprattutto per The Prophet (1923), ma la sua produzione comprende saggi, poesie, aforismi e disegni. Il periodo in cui scriveva è caratterizzato da scambi culturali tra tradizioni religiose, interesse per la mistica e per temi esistenziali che influenzarono generazioni di lettori.

Fonte: Attribuita a Kahlil Gibran; tuttavia la citazione non è facilmente rintracciabile in modo univoco nelle sue opere maggiori (ad esempio The Prophet) e circola soprattutto in traduzioni e raccolte di aforismi. Per questo motivo molte edizioni e siti la riportano come 'attribuita' a Gibran senza riferimento testuale preciso.

Impatto e Attualità

La frase conserva rilevanza perché parla di lutto, speranza e consolazione—temi universali e sempre attuali, soprattutto in contesti di perdita collettiva o personale. Nel mondo contemporaneo, dove si cercano parole di conforto e significato, tali immagini restano utilizzate in discorsi funebri, post commemorativi e opere artistiche. Inoltre, l'idea di trasformare la morte in una dimensione di incontro risuona in pratiche spirituali e narrative contemporanee che cercano senso oltre la materialità.

Esempi di Utilizzo

  • Come epigrafe in un libretto funebre per evocare la speranza di una riunione oltre la morte.
  • Citata in un saggio o in una lezione sulla poesia del XX secolo per illustrare la convinzione romantico-spirituale dell'autore.
  • Usata in un post commemorativo sui social per esprimere dolore e insieme fiducia nell'incontro oltre la vita.

Variazioni e Sinonimi

  • Liberami, o morte, affinché possa riunirmi alla mia amata.
  • La morte come porta verso l'eterno incontro degli amanti.
  • Abbi pietà, o Morte: l'eternità attende la mia diletta.
  • Lascia che la fine diventi l'inizio della nostra unione eterna.
  • Morte, concludi il viaggio terreno; in eterno ci ritroveremo.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Questa citazione è realmente di Kahlil Gibran?

La frase è comunemente attribuita a Kahlil Gibran, ma la sua presenza in un'opera specifica non è stata confermata in modo univoco; pertanto è spesso riportata come "attribuita a".

Q: Da quale opera di Gibran proviene?

Non è possibile indicare un'opera precisa con certezza: la citazione non è documentata nelle opere più note come The Prophet e compare principalmente in antologie e raccolte online.

Q: È appropriata per un discorso funebre?

Sì: il tono consolatorio e l'idea della riunione eterna la rendono adatta a contesti commemorativi, purché ci sia rispetto per le convinzioni dei presenti.

Q: Cosa significa che "l'eternità è più soave della terra"?

Significa che la dimensione postuma è immaginata come più dolce e appagante della vita terrena perché libera dagli ostacoli fisici e dalle imperfezioni che impediscono l'unione perfetta degli amanti.

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Curiosità

Gibran è spesso citato su internet e in taluni casi le frasi a lui attribuite non si trovano testualmente nelle sue opere maggiori: questo fenomeno ha alimentato raccolte di 'citazioni apocrife'. Inoltre Gibran non era solo scrittore ma anche pittore: molte sue edizioni contengono disegni autografi che accompagnano i testi.


    Il ricordo è un modo d’incontrarsi.

    Siamo i semi della pianta tenace, e come maturiamo e giungiamo alla pienezza del cuore, il vento ci prende con sé e ci disperde.

    La gentilezza è come la neve. Abbellisce tutto ciò che copre.

    Se non riuscite a lavorare con amore, ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e, seduti alla porta del tempio, accettare l’elemosina di chi lavora con gioia.

    Se vi separate dall’amico, non addoloratevi, perché la sua assenza vi illuminerà su ciò che in lui amate.

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