Morte e amore: un'eterna unione
Liberami, o Morte! Poiché l’eternità è più soave della terra per il convegno degli amanti. Lì aspetterò la mia diletta, per unirmi a lei.
💡 Riflessione AI
La frase celebra la morte come liberazione e come via verso la perfezione dell'unione amorosa; trasforma la fine in promessa di incontro eterno. È un inno al desiderio che trascende il mondo sensibile per cercare completezza nell'aldilà.
Frasi di Kahlil Gibran
Significato Profondo
Sul piano simbolico, l'affermazione valorizza due temi classici della poesia: l'aspirazione all'oltre e la fiducia nella sopravvivenza del legame affettivo oltre la vita. L'enfasi sull'attesa («Lì aspetterò la mia diletta») restituisce un sentimento di paziente speranza, trasformando il lutto in promessa e la separazione in promessa di riunione.
"Probable English rendering (not verified in a specific original text): "Deliver me, O Death! For eternity is more sweet than earth for the meeting of lovers. There I will wait for my beloved, to unite with her.""
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a Kahlil Gibran; tuttavia la citazione non è facilmente rintracciabile in modo univoco nelle sue opere maggiori (ad esempio The Prophet) e circola soprattutto in traduzioni e raccolte di aforismi. Per questo motivo molte edizioni e siti la riportano come 'attribuita' a Gibran senza riferimento testuale preciso.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Come epigrafe in un libretto funebre per evocare la speranza di una riunione oltre la morte.
- ✓ Citata in un saggio o in una lezione sulla poesia del XX secolo per illustrare la convinzione romantico-spirituale dell'autore.
- ✓ Usata in un post commemorativo sui social per esprimere dolore e insieme fiducia nell'incontro oltre la vita.
Variazioni e Sinonimi
- • Liberami, o morte, affinché possa riunirmi alla mia amata.
- • La morte come porta verso l'eterno incontro degli amanti.
- • Abbi pietà, o Morte: l'eternità attende la mia diletta.
- • Lascia che la fine diventi l'inizio della nostra unione eterna.
- • Morte, concludi il viaggio terreno; in eterno ci ritroveremo.
Domande Frequenti (FAQ)
La frase è comunemente attribuita a Kahlil Gibran, ma la sua presenza in un'opera specifica non è stata confermata in modo univoco; pertanto è spesso riportata come "attribuita a".
Non è possibile indicare un'opera precisa con certezza: la citazione non è documentata nelle opere più note come The Prophet e compare principalmente in antologie e raccolte online.
Sì: il tono consolatorio e l'idea della riunione eterna la rendono adatta a contesti commemorativi, purché ci sia rispetto per le convinzioni dei presenti.
Significa che la dimensione postuma è immaginata come più dolce e appagante della vita terrena perché libera dagli ostacoli fisici e dalle imperfezioni che impediscono l'unione perfetta degli amanti.
Siamo i semi della pianta tenace, e come maturiamo e giungiamo alla pienezza del cuore, il vento ci prende con sé e ci disperde.
Se non riuscite a lavorare con amore, ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e, seduti alla porta del tempio, accettare l’elemosina di chi lavora con gioia.