Felicità condivisa: il potere della condivisione
La felicità è la sola cosa che si raddoppia quando la si condivide.
💡 Riflessione AI
La felicità non è un bene statico ma uno stato che si espande attraverso la relazione: condividendola cresce anziché diminuirsi. La frase richiama un'etica della comunione in cui la gioia si alimenta nell'altro.
Frasi di Albert Schweitzer
Significato Profondo
Sul piano etico e filosofico la massima invita a considerare la felicità come un bene relazionale più che individuale: la gioia diventa una risorsa comune che si diffonde e crea comunità. In questo senso la frase risuona con correnti morali che valorizzano la cura, la solidarietà e la responsabilità verso l'altro, suggerendo che la pratica della condivisione è anche una scelta morale con effetti concreti sul tessuto sociale.
"Das Glück ist das Einzige, das sich verdoppelt, wenn man es teilt."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita ad Albert Schweitzer; tuttavia la fonte originale specifica non è chiaramente documentata. La frase compare frequentemente in raccolte di aforismi e citazioni ma non è stata rintracciata con certezza in un'opera, discorso o testo pubblicato di Schweitzer: pertanto la citazione va considerata di attribuzione tradizionale.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ In famiglia: organizzare una cena in cui tutti condividono gratitudini aumenta il senso di vicinanza e la gioia collettiva.
- ✓ Nel lavoro: riconoscere pubblicamente i successi dei colleghi moltiplica la motivazione e il benessere del team.
- ✓ Nel volontariato: raccontare e condividere storie di aiuto e risultati rafforza l'impegno e la soddisfazione dei partecipanti.
Variazioni e Sinonimi
- • La gioia cresce quando viene condivisa.
- • Condividere la felicità la fa aumentare.
- • La felicità si moltiplica donandola agli altri.
- • La gioia non diminuisce se donata, anzi cresce.
- • La felicità è un bene che si espande nella condivisione.
Domande Frequenti (FAQ)
La frase è attribuita ad Albert Schweitzer, figura nota per la medicina umanitaria e la filosofia etica, ma la fonte precisa non è documentata.
Significa che donare la propria gioia o i propri successi agli altri tende a generare relazioni più forti e un benessere condiviso, invece che diminuire ciò che si possiede.
Sì: è comune attribuirla ad Albert Schweitzer, ma è buona pratica ricordare che la fonte originale non è certa.
No: la citazione è presente in molte raccolte e pagine web, ma non è stata identificata in modo incontrovertibile in un'opera pubblicata di Schweitzer.
Non uccidere. Prendiamo così alla leggera questo divieto che ci troviamo a cogliere un fiore senza pensarci, a pestare un povero insetto senza pensarci, senza pensare, orribilmente ciechi, non sapendo che ogni cosa si prende le proprie rivincite, non preoccupandoci della sofferenza del nostro prossimo, che sacrifichiamo ai nostri meschini obiettivi terreni.
Qualsiasi persona a cui sia risparmiato il dolore personale si deve sentire chiamata per aiutare a diminuire quello degli altri.
L’uomo non troverà la pace interiore finché non imparerà ad estendere la sua compassione a tutti gli esseri viventi.