Umiltà, orgoglio e gioco di squadra
L’umiltà è la virtù più difficile da conquistare; niente di più duro a morire del desiderio di pensar bene di se stessi.
💡 Riflessione AI
L'umiltà qui è presentata come l'allenamento più duro della psiche: sacrificare l'immagine di sé richiede più forza che perfezionare un tiro. Nel linguaggio del basket, è rinunciare al tiro d'ego per scegliere il passaggio che vince la partita.
Frasi di T. S. Eliot
Significato Profondo
Nel contesto sportivo, e in particolare nel basket, il verso si traduce in comportamenti concreti: non cercare costantemente il tiro personale, accettare le critiche costruttive, mettere il bene della squadra davanti alla propria reputazione. L'umiltà diventa allora una disciplina pratica che migliora decisioni, fiducia reciproca e performance complessiva.
""Humility is the most difficult of the virtues to achieve; nothing is so hard to die as the desire to think well of oneself.""
Origine e Contesto
Fonte: Questa massima è tradizionalmente attribuita a T. S. Eliot e compare in numerose raccolte di citazioni. Tuttavia non esiste una fonte primaria universalmente accettata (saggio o poema specifico) che fornisca una collocazione inequivocabile; la forma inglese circola come aforisma appartenente al corpus di osservazioni morali di Eliot.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ In allenamento un coach usa la citazione per spiegare perché è meglio cercare l'assist nel finale di partita invece di forzare il tiro personale.
- ✓ Un capitano la cita dopo una serie di sconfitte per ricordare al gruppo che riconoscere gli errori è il primo passo per migliorare.
- ✓ Un giovane tiratore si ricorda la frase quando impara a non forzare il tiro per l'ego ma a lavorare sul posizionamento e sulla lettura del gioco.
Variazioni e Sinonimi
- • L'umiltà è la virtù più ardua da raggiungere.
- • È più difficile rinunciare all'autocompiacimento che al talento.
- • Digerire il proprio orgoglio è la prova più tosta.
- • Nessun vizio resiste tanto quanto il bisogno di apparire migliore.
- • Vincere l'ego è più impegnativo di vincere l'avversario.
Domande Frequenti (FAQ)
La citazione è tradizionalmente attribuita a T. S. Eliot e appare in molte raccolte di aforismi, ma non esiste una fonte primaria unanimemente riconosciuta che la collochi in un testo specifico dell'autore.
Significa allenare la scelta delle azioni: privilegiare il gioco di squadra, accettare correzioni e mettere da parte il desiderio di apparire superiore per il bene della vittoria collettiva.
Sì: la frase è un utile mantra per costruire cultura di squadra, responsabilità condivisa e per aiutare i giocatori a trasformare l'ego in motivazione costruttiva.
Certamente: parla di crescita personale e professionale; rinunciare all'autocelebrazione è fondamentale in contesti lavorativi, familiari e sociali.
Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta.
Passi echeggiano nella memoria, lungo il corridoio che mai prendemmo, verso la porta che mai aprimmo.