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Orgoglio e curiosità nello sport e nella vita

L’orgoglio e la curiosità sono i due flagelli d...

L’orgoglio e la curiosità sono i due flagelli delle nostre anime. Quest’ultima ci spinge a sbattere il nostro naso contro ogni cosa, e il primo ci proibisce di lasciare qualsiasi cosa irrisolta e indecisa.

💡 Riflessione AI

Montaigne ci ricorda che orgoglio e curiosità spingono il giocatore e l’uomo verso rischi e imposizioni interiori: il primo alimenta l’ego, la seconda stimola il confronto con il mondo. Nel basket come nella vita servono consapevolezza e disciplina per trasformare questi impulsi in forza utile.


Frasi di Michel de Montaigne


Significato Profondo

La frase mette in luce due spinte interiori contrapposte ma complementari: la curiosità che ci spinge a sperimentare, sbagliare e scontrarci con la realtà; l’orgoglio che ci impedisce di riconoscere l’errore o di lasciare questioni aperte. In chiave didattica, Montaigne suggerisce che senza controllo queste tendenze diventano ostacoli: la curiosità senza metodo conduce a tentativi inutili, l’orgoglio senza umiltà blocca l’apprendimento.

Applicata allo sport e al basket, la massima invita a bilanciare audacia e rigore: un giocatore curioso prova nuove soluzioni e tiri, ma deve allenarsi per non ripetere gli stessi errori; l’orgoglio può motivare ma, se incontrollato, porta a forzare conclusioni e a rifiutare il gioco di squadra. La crescita avviene quando curiosità e orgoglio sono tradotte in pratica disciplinata e riflessione critica.
Versione Originale

"«L’orgueil et la curiosité sont les deux fléaux de nos âmes. La dernière nous porte à heurter notre nez contre toutes choses, et le premier nous interdit de laisser rien d’irrésolu et d’indécis.»"

Origine e Contesto

Michel de Montaigne visse nel XVI secolo (1533–1592) e fu una figura centrale del Rinascimento francese. Noto per i suoi 'Essais' (Saggi), scritti tra il 1570 e il 1588 e pubblicati per la prima volta nel 1580, Montaigne sviluppò un metodo autobiografico e riflessivo che esplora la natura umana attraverso l’esperienza personale, il dubbio e la remissione al senso comune. La sua opera nasce in un’epoca segnata da conflitti religiosi, trasformazioni politiche e rinascita culturale, il che spiega il forte accento sull’umana fallibilità e sull’analisi delle passioni.

Fonte: Essais (Saggi) di Michel de Montaigne, pubblicati per la prima volta nel 1580; la frase è tratteggiata nello spirito degli 'Essais' anche se le traduzioni moderne possono variare nell’esatta collocazione.

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché descrive dinamiche psicologiche universali: nel contesto moderno lo si legge tanto nelle scelte personali quanto nelle performance sportive. Nel basket contemporaneo, ad esempio, la curiosità spinge giocatori e allenatori a innovare tattiche e a sperimentare tiri, mentre l’orgoglio può influenzare decisioni di squadra o esiti di una carriera. Comprendere e governare questi impulsi aiuta a ridurre gli errori ripetuti, migliorare la preparazione mentale e favorire scelte che bilancino rischio e metodo.

Esempi di Utilizzo

  • Un giocatore di basket tenta un tiro dalla lunga distanza spinto dalla curiosità tattica, ma dopo ripetuti falli il coach lavora su tecnica e scelta del momento per trasformare la curiosità in efficacia.
  • In allenamento un giovane atleta, per orgoglio, rifiuta di chiedere aiuto sul posizionamento difensivo: l’allenatore interviene per insegnare come l’umiltà migliori la prestazione di squadra.
  • Un capitano decide di rivedere una strategia offensiva invece di imporre la propria idea: usa la curiosità per sperimentare e l’umiltà per riconoscere cosa non funziona.

Variazioni e Sinonimi

  • L’orgoglio e la voglia di sperimentare possono essere la rovina dell’anima.
  • L’arroganza e la curiosità sconsiderata sono nemiche della saggezza.
  • La curiosità ci spinge a sbattere contro il mondo, l’orgoglio ci impedisce di apprendere.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa significa questa frase nello sport?

Indica che curiosità e orgoglio possono spingere atleti a sperimentare o insistere, ma senza controllo rischiano di produrre errori ripetuti; la soluzione è allenamento e autocritica.

Q: Da dove proviene esattamente la citazione?

È attribuita a Michel de Montaigne e riflette i temi dei suoi 'Essais' (Saggi), pubblicati alla fine del XVI secolo; le formulazioni esatte variano tra le traduzioni.

Q: Come applicare questo insegnamento a un allenatore di basket?

Un allenatore può incoraggiare l’innovazione controllata: sperimentare pratica e tattiche in sessioni dedicate, mentre si lavora sull’umiltà per evitare che l’orgoglio comprometta la coesione del gruppo.

Q: La citazione giustifica il rischio nei tiri decisivi?

No: Montaigne sottolinea i rischi di impulsi non regolati; nel contesto sportivo si invita a trasformare il coraggio in scelta informata, non in impulsività.

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Curiosità

Montaigne è considerato l’inventore del genere saggistico ('essai' = tentativo). Scrisse gran parte dei suoi saggi ritirandosi nella sua biblioteca-torre e spesso usava aneddoti personali e riferimenti classici; molte citazioni attribuitegli circolano in versioni leggermente diverse per effetto delle numerose traduzioni e parafrasi.


    Ogni persona d’onore sceglie di perdere piuttosto il proprio onore che la propria coscienza.

    Se la vita è solo un passaggio, in questo passaggio seminiamo dei almeno fiori.

    Se la vita non è che un passaggio, in questo passaggio seminiamo almeno dei fiori.

    Anche sul trono più elevato del mondo, si è pur sempre seduti sul proprio sedere.

    Puoi essere seduto sul trono più alto del mondo, ma… sarai sempre comunque seduto sul tuo sedere!

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