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Perdonare l'egoismo nello sport

L’egoismo deve sempre essere perdonato perché, ...

L’egoismo deve sempre essere perdonato perché, sapete, non vi è alcuna speranza di guarigione.

💡 Riflessione AI

L’egoismo va accettato come tratto umano radicato, non sempre curabile; nel gioco e nella vita, perdonarlo diventa scelta pragmatica e compassione responsabile. In chiave sportiva, significa gestire il talento individuale senza spegnere la squadra.


Frasi di Jane Austen


Significato Profondo

La frase afferma che l'egoismo è un tratto così radicato nell'essere umano da non poter essere «curato», perciò merita perdono piuttosto che condanna interminabile. In termini educativi e sportivi, questa osservazione invita a una lettura pragmatica: riconoscere che alcuni giocatori o persone agiranno in modo individualista e che la gestione di questa realtà — tramite regole, ruoli e comunicazione — è spesso più efficace della speranza di trasformazione rapida.

Nel linguaggio del basket, perdonare l'egoismo non equivale ad assolvere comportamenti nocivi, ma a incorporare il talento individuale nel progetto collettivo: si tratta di trovare un equilibrio tra sfruttare chi «prende i tiri» e mantenere coesione nella squadra. Sul piano etico, la frase solleva la tensione tra comprensione psicologica e responsabilità sociale: perdonare è possibile, ma richiede limiti chiari e leadership che trasformino l'ego in contributo.
Versione Originale

"Selfishness must always be forgiven you know, because there is no hope of a cure."

Origine e Contesto

La citazione è attribuita a Jane Austen, autrice inglese attiva tra XVIII e XIX secolo, nota per i suoi romanzi che analizzano la società e i caratteri con ironia sottile. La battuta riflette il tono di osservazione sociale tipico di Austen: personaggi che incarnano virtù e vizi, messi in scena in contesti familiari e morali dell'Inghilterra georgiana.

Fonte: Mansfield Park (1814), romanzo di Jane Austen

Impatto e Attualità

Oggi la frase resta rilevante poiché professioni e sport ad alto rendimento mettono spesso al centro individui dal forte ego: manager, atleti-star, influencer. Comprendere che l'ego può essere un elemento stabile aiuta a costruire strategie di squadra, politiche di gestione dei conflitti e programmi di sviluppo del carattere senza attendersi cambiamenti impossibili.

Esempi di Utilizzo

  • Un coach tollera che la sua ala prenda troppi tiri nelle fasi decisive perché è l'unico capace di segnare: strategia pragmatica più che approvazione assoluta.
  • In una squadra amatoriale, si perdona il compagno «egoista» se il suo contributo offensivo compensa occasionali problemi di passaggio o difesa.
  • Nella vita quotidiana, un leader aziendale accetta tratti individualisti in un talento creativo, canalizzandoli in progetti che massimizzano i punti di forza.

Variazioni e Sinonimi

  • L'ego è difficilmente guaribile, quindi va compreso.
  • Meglio perdonare l'ego che sperare di cambiarlo.
  • Il carattere egoista richiede gestione, non sempre cura.
  • Accettare il lato individualista come parte del gioco.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Da dove proviene questa citazione?

È tratta da Mansfield Park (1814) di Jane Austen, e rispecchia il tono di osservazione sociale dell'autrice.

Q: Cosa significa applicarla allo sport?

Significa riconoscere e gestire l'ego dei giocatori: usare regole, ruoli e comunicazione per trasformare l'individualismo in risorsa.

Q: Perdonare l'ego giustifica comportamenti nocivi?

No: perdonare è diverso dall'assolvere; richiede limiti chiari e disciplina per evitare che l'ego danneggi la squadra.

Q: Come usarla come linea guida per una squadra di basket?

Stabilire ruoli definiti, promuovere la responsabilità collettiva e canalizzare il talento individuale in schemi che valorizzano il team.

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Curiosità

Jane Austen usava spesso personaggi arguti che pronunciavano massime apparentemente ciniche per mettere in luce contraddizioni sociali: questa frase è esemplare della sua ironia morale, e negli anni è stata citata anche fuori dal contesto letterario, incluso l'ambiente sportivo e manageriale.


    Non è quello che diciamo o pensiamo che ci definisce, ma quello che facciamo.

    Non so cosa significhi amare le persone a metà, non è nella mia natura. I miei affetti sono sempre eccessivi.

    Sono poche le persone che io amo veramente, e ancora meno quelle che stimo. Più conosco il mondo, più ne sono delusa, ed ogni giorno di più viene confermata la mia opinione sulla incoerenza del carattere umano, e sul poco affidamento che si può fare sulle apparenze, siano esse di merito o di intelligenza.

    Tutti possiamo provare un’attrazione, è abbastanza naturale; ma pochissime persone hanno abbastanza cuore da essere davvero innamorate senza incoraggiamenti.

    L’amicizia è certamente il migliore balsamo per le piaghe di un amore deluso.

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