Il tradimento che non osa chiamarsi tale
Il tradimento non trionfa mai: qual è il motivo? Perché se trionfa, nessuno osa chiamarlo tradimento.
💡 Riflessione AI
Il tradimento non è una verità oggettiva, ma una definizione che il potere e il successo possono cancellare; nello sport e nella vita, ciò che prospera cambia nome. Quando la vittoria legittima l'azione, il torto si trasforma in strategia.
Significato Profondo
Sul piano pratico ed educativo la massima invita a riflettere su come giudichiamo azioni e intenzioni. Non si tratta di giustificare comportamenti scorretti, ma di osservare che norme, linguaggio e memoria collettiva sono modellati da chi vince; perciò allenatori, arbitri e giocatori devono essere consapevoli di come il successo influisce sulla percezione morale e sulla cultura del gioco.
"Treason never prospers; what's the reason? For if it prosper, none dare call it treason."
Origine e Contesto
Fonte: Epigramma attribuito a Sir John Harington, citazione ripresa nelle raccolte di epigrammi e negli aforismi storici (attribuzione tradizionale, fine XVI–inizio XVII secolo).
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ In partita di basket: un giocatore usa uno schermo irregolare che porta alla vittoria; i tifosi lo definiscono 'intelligente', non 'sleale', dimostrando come il successo cambi la percezione.
- ✓ Un allenatore recluta giocatori aggirando regole non esplicite; se il team vince il campionato, la mossa viene celebrata come genialità tattica, non come scorrettezza.
- ✓ In ambito di squadra e carriera: un atleta che tradisce la fiducia collettiva per un contratto migliore viene criticato fino al momento in cui il suo trasferimento porta successi evidenti; allora la narrazione pubblica lo riqualifica come 'vittoria personale'.
Variazioni e Sinonimi
- • La storia la scrivono i vincitori.
- • Se vince, non è tradimento.
- • Il successo legittima il gesto.
- • Il vincitore riscrive le regole.
- • Quando prospera, il torto diventa strategia.
Domande Frequenti (FAQ)
Significa che un atto condannabile perde la sua condanna se porta successo: chi vince può far cambiare la definizione di quell'atto.
No: la frase è un'osservazione sociologica sul giudizio pubblico, non una difesa dell'illecito; serve a invitare a vigilare su come il successo modifica le norme.
Aiuta a capire perché certe mosse borderline vengono celebrate quando funzionano: istruisce allenatori e giocatori a mantenere etica e regole, evitando che la vittoria normalizzi pratiche sleali.
La battuta è tradizionalmente attribuita a Sir John Harington, poeta e cortigiano inglese del tardo XVI secolo, comparsa in raccolte di epigrammi e aforismi.
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