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I miserabili: compassione e dovere

I miserabili non hanno compassione, fanno del bene...

I miserabili non hanno compassione, fanno del bene solo su dei forti principi di dovere.

💡 Riflessione AI

La frase mette in tensione compassione e dovere, suggerendo che il fare il bene possa nascere più da un imperativo morale che da un sentimento empatico. È una riflessione sulla motivazione etica: chi è «miserabile» agisce per obbligo, non per pietà.


Frasi di Samuel Johnson


Significato Profondo

La frase contrappone due fonti di azione morale: la compassione come emozione che muove a soccorrere e il dovere come principio razionale o normativo che impone il fare il bene. LettA così, afferma che i «miserabili» — termine ambiguo che può indicare sia i sofferenti sia i meschini — non agiscono per sentimento, ma per obbligo, mettendo in luce una distinzione tra motivazioni affettive e regole morali.

Questa distinzione invita a interrogarsi sulle gerarchie valoriali: è più nobile aiutare per pietà spontanea o per rispetto delle norme etiche? La frase solleva anche una critica implicita alla morale meramente formale, che compie atti buoni senza partecipazione emotiva, chiedendo perché e in che modo la motivazione incida sul valore dell'azione.
Versione Originale

"Attribuzione incerta; possibile ricostruzione inglese non verificata: "The miserable have no compassion; they do good only from strong principles of duty." (questa versione sembra essere una traduzione/adattamento e non un testo primario verificato di Johnson)"

Origine e Contesto

Samuel Johnson (1709–1784) è stato uno scrittore, critico e lessicografo inglese noto per il suo Dictionary (1755) e per le prose morali pubblicate su riviste come The Rambler e The Idler. Il suo pensiero si colloca nel panorama morale del XVIII secolo, dove dibattiti su sentimento, ragione e dovere erano centrali: filosofi come David Hume e Adam Smith esplorarono la «simpatia» come fondamento morale, mentre la tradizione anglicana e i moralisti enfatizzavano la responsabilità e il dovere.

Fonte: Attribuzione incerta: non è stata rintracciata una fonte primaria certa nelle opere note di Samuel Johnson. La formulazione fornita sembra essere una parafrasi o una traduzione libera di idee morali attribuite a Johnson, ma non corrisponde a un passo verificabile in testi come The Rambler, il Dictionary o corrispondenze pubblicate.

Impatto e Attualità

La frase rimane attuale perché richiama questioni ancora vive: come motivare la solidarietà pubblica, quale peso dare alle emozioni nella politica sociale e se le azioni formali di aiuto siano sufficienti senza empatia. Nella discussione su welfare, filantropia e responsabilità aziendale, emergono spesso tensioni tra interventi obbligatori (tasse, regolamenti) e iniziative compassionevoli spontanee.

Esempi di Utilizzo

  • Nel dibattito su filantropia aziendale: criticare iniziative benefiche fatte per immagine piuttosto che per sincera empatia, osservando che molte aziende «fanno del bene per dovere».
  • Nelle politiche di welfare: sostenere che programmi obbligatori garantiscono aiuto anche quando la compassione pubblica viene meno.
  • In analisi letterarie o sociologiche: discutere personaggi che compiono azioni virtuose per codice morale più che per sentimento, esemplificando il contrasto tra dovere e pietà.

Variazioni e Sinonimi

  • I miseri non provano pietà; agiscono per senso del dovere.
  • Chi è infelice non mostra compassione, compie il bene per obbligo.
  • La carità dei poveri è guidata dal dovere più che dalla pietà.
  • Il bene compiuto senza sentimento nasce da rigorosi principi morali.
  • Non la pietà ma il dovere spinge molti a fare il bene.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Samuel Johnson ha davvero scritto questa frase?

La formulazione fornita non è stata trovata in fonti primarie di Johnson; sembra una parafrasi o attribuzione incerta, quindi va considerata non verificata.

Q: Cosa significa esattamente "miserabili" in questo contesto?

Il termine è ambiguo: può indicare i sofferenti o i meschini. Il senso cambia se si intende chi è povero materialmente oppure chi ha un animo misero moralmente.

Q: Perché distinguere compassione e dovere?

La distinzione permette di valutare le motivazioni delle azioni morali: le emozioni (compassione) vs. le norme etiche o obblighi sociali (dovere), con conseguenze diverse sul valore percepito dell'atto.

Q: Come usare questa citazione oggi?

Può servire per stimolare discussioni su etica della carità, politiche sociali e autenticità delle buone azioni, ma è bene avvertire dell'attribuzione incerta.

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Curiosità

Samuel Johnson è celebre per la sua onnipresente abilità aforistica e per il Dictionary (1755), ma molte frasi circolanti a lui attribuite sono in realtà versioni alterate o attribuzioni errate: la memoria raccolta di citazioni ha spesso fuso idee diverse, rendendo incerta la paternità di alcune massime.


    Sono pochi i traguardi che tenacia e perizia non possono raggiungere; le grandi conquiste non si realizzano con la forza, ma con la perseveranza.

    Chi invidia un altro ne riconosce la superiorità.

    La curiosità è, nelle menti grandi e generose, la prima e l’ultima delle passioni.

    Togli il “non” dalla frase “non posso”.

    La vendetta è un atto di passione; vendetta di giustizia.

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