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Fame, disoccupazione e il potere

Gli affamati ed i disoccupati sono il materiale co...

Gli affamati ed i disoccupati sono il materiale con il quale si edificano le dittature.

💡 Riflessione AI

La frase mette a nudo il legame tra privazione sociale e concentrazione del potere, come se la fragilità collettiva costruisse il terreno per il dominio. Nel contesto sportivo (basket/vita) suona come monito: giocatori e comunità 'affamate' di opportunità possono essere manipolate o trasformarsi in forza di cambiamento.


Frasi di Sandro Pertini


Significato Profondo

La frase evidenzia che la miseria economica e la mancanza di lavoro non sono solo problemi materiali, ma cedono il passo a fragilità civili che possono essere sfruttate da chi cerca potere. In termini pedagogici, è un avvertimento contro l'abbandono sociale: chi è «affamato» cerca soluzioni rapide e può accettare promesse autoritarie che sembrano risolvere l'urgenza immediata, perdendo così diritti e partecipazione democratica.

L'interpretazione sportiva trasla l'immagine sul campo: una squadra o una comunità privata di opportunità — giovani giocatori senza strutture, atleti «affamati» di riscatto — diventano terreno fertile per scelte facili e leadership predatrici o superficialmente carismatiche. Qui i "tiri" sono scelte decisive, i fallimenti non sono morti reali ma opportunità perdute che, se reiterate, costruiscono una cultura di rassegnazione invece che di crescita.
Versione Originale

"Gli affamati ed i disoccupati sono il materiale con il quale si edificano le dittature."

Origine e Contesto

La frase è attribuita a Sandro Pertini, figura centrale del socialismo italiano e Presidente della Repubblica (1978–1985), noto per il suo impegno antifascista, la militanza partigiana e l'attenzione alle questioni sociali. Si inserisce nel linguaggio politico del dopoguerra che collegava diritti sociali, partecipazione e difesa della democrazia contro derive autoritarie. Molte delle osservazioni di Pertini nascevano da discorsi pubblici e interventi in cui difendeva il welfare e la dignità del lavoro.

Fonte: Citazione attribuita a discorsi pubblici di Sandro Pertini; non è facilmente rintracciabile una fonte primaria univoca (spesso riportata in raccoglitori di aforismi e interventi politici senza indicazione precisa).

Impatto e Attualità

La frase resta rilevante perché le disuguaglianze economiche e l'instabilità lavorativa sono temi contemporanei: crisi occupazionali, precarietà e marginalità sociale continuano a minare la coesione democratica. Nel mondo dello sport questo si riflette nella mancanza di investimenti giovanili e nella mercificazione degli atleti, fattori che possono generare fratture sociali e facilitare leadership che speculano sulla frustrazione collettiva.

Esempi di Utilizzo

  • Un allenatore di basket usa la frase per ricordare allo staff che ignorare i giovani talenti senza risorse equivale a perdere tessuto sociale: i «tiri» mancati oggi possono significare capitoli di opportunità perdute domani.
  • Nel dialogo su politiche sportive urbane, si cita la frase per argomentare l'importanza degli investimenti nelle palestre e nei programmi giovanili: prevenire la marginalità è prevenire la manipolazione politica.
  • In una conferenza sulla responsabilità sociale delle società sportive, la citazione viene usata per sottolineare che atleti «affamati» di visibilità possono cadere in scelte facili (contratti predatori o scorciatoie), metaforicamente «colpiti» dalla mancanza di protezione.

Variazioni e Sinonimi

  • La miseria è terreno fertile per il totalitarismo.
  • La povertà genera fragilità politica.
  • Senza lavoro la libertà vacilla.
  • La fame sociale costruisce il potere oppressivo.
  • Quando manca il pane, cresce il potere autoritario.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Chi ha detto questa frase?

La frase è attribuita a Sandro Pertini, figura politica italiana; viene riportata in vari testi e discorsi, anche se una fonte primaria precisa non è sempre indicata.

Q: La frase va intesa letteralmente?

No: è un'affermazione politica e metaforica che mette in relazione povertà, disoccupazione e la facilità con cui possono emergere sistemi autoritari; nel contesto sportivo è una metafora di opportunità perse.

Q: Come si applica al mondo dello sport?

Indica che la mancanza di strutture e di opportunità per atleti e giovani può creare terreno per decisioni sbagliate, sfruttamento o populismi che falsano il reale sviluppo sportivo e sociale.

Q: È una frase ancora attuale?

Sì: disuguaglianze economiche e fragilità occupazionali restano fattori che influenzano la stabilità sociale e la qualità della democrazia, anche nel mondo dello sport.

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Curiosità

Pertini era noto per il suo amore per lo sport e per il calore con cui seguiva le competizioni nazionali: la sua popolarità crebbe anche per la spontaneità con cui celebrò vittorie sportive, come la celebre esultanza per la Nazionale italiana. Questo legame personale con lo sport rende particolarmente efficace l'interpretazione della sua frase in chiave sportiva.


    Sii sempre, in ogni circostanza e di fronte a tutti, un uomo libero e pur di esserlo sii pronto a pagare qualsiasi prezzo.

    Disubbedire alle leggi ingiuste è un dovere civile.

    La coerenza è comportarsi come si è, e non come si si è deciso di essere.

    Oggi servono due qualità: l’onestà e il coraggio.

    Non può esserci libertà senza giustizia sociale e non può esserci giustizia sociale senza libertà.

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