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Frasi sugli invidiosi

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Frasi sugli invidiosi di Eschilo, Lucio Anneo Seneca

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L’invidia è ignoranza.



Benedetto colui che ha imparato ad ammirare, ma non invidiare, a seguire ma non imitare, lodare ma non lusingare, a condurre ma non manipolare.




Falsità, calunnia, inganno sono gli strumenti dell’invidia.



Il numero delle persone che ci invidiano, conferma le nostre capacità.


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Il silenzio dell’invidioso fa molto rumore.




Quantunque il simular sia le più volte ripreso, e dia di mala mente indici



L’invidia grida dispettosa dove cavalca l’onore.



L’invidia o il puntìglio, cortesi amici, può far de’ volumi contro l’opere grandi, ma non mai opprimerle sotto il lor peso.



Come la ruggine consuma il ferro, così la invidia consuma gli invidiosi.



Ridi sempre, ridi, fatti credere pazzo, ma mai triste. Ridi anche se ti sta crollando il mondo addosso, continua a sorridere. Ci son persone che vivono per il tuo sorriso e altre che rosicheranno quando capiranno di non essere riuscite a spegnerlo.




Possiamo descrivere il nostro odio, la nostra gelosia, le nostre paure, le nostre vergogne. Ma non la nostra invidia.



Anche in quelle città che sembrano godere delle benedizioni della pace, e dove le arti fioriscono, gli abitanti sono divorati dall’invidia, dalle preoccupazioni e dalle ansie, che sono le piaghe più grandi per una città quando è sotto assedio.



Il persico, avendo invidia alla gran quantità de’ frutti visti fare al noce suo vicino, diliberato fare il simile, si caricò de’ sua in modo tale, che ‘l peso di detti frutti lo tirò diradicato e rotto alla piana terra.



L’invidioso non muore in una volta sola, ma tante volte quante l’invidiato vive salutato dal comune plauso.




L’invidia è naturale all’uomo, e tuttavia costituisce in un tempo stesso un vizio ed un’infelicità.



Congratularsi vuol dire esprimere con garbo la propria invidia.



Quella sei tu, che solo affanno, e doglia



senti del bene altrui; quella che tenta


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detrarre ai fatti, onde l’onor germoglia.



L’invidia rode se stessa.



L’effetto dell’invidia non è un desiderio di possedere quella cosa, quanto piuttosto che gli altri non la possiedano.



L’invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto e più ti torna a galla.



Il paragone è il ladro della gioia.



Non perder tempo con l’invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.



Non è felice l’uomo che nessuno invidia.



Spesso si fa pompa delle passioni più delittuose; ma l’invidia è una passione timida e vergognosa che non si osa confessare.



L’invidia è una terribile fonte di infelicità per moltissima gente.



L’uomo invidioso pensa che se il suo vicino si rompe una gamba, egli sarà in grado di camminare meglio.



Essere felici vuol dire essere invidiati. Ora c’è sempre qualcuno che ci invidia. Si tratta di scoprirlo.



L’invidia si volge alle cose vicine, mentre quelle lontane sono guardate con animo schietto e sincero. La vita del saggio, dunque, spazia per ogni dove, è senza tempo, non è limitata, come quella degli altri mortali.



È peggio l’invidia dell’amico che l’insidia del nemico.



L’invidia è il lato codardo dell’odio, e tutte le sue vie sono squallide e desolate.



Anche in uno stato oppresso c’è la possibilità per un uomo saggio di manifestarsi, e in uno fiorente e felice regnano la sfrontatezza l’invidia e mille altri vizi che rendono inerti.



Un io feroce: ecco l’invidioso.



Quando non hanno più capelli trovano ridicoli i capelli lunghi.



L’invidia, come il fuoco, si dirige sempre verso i posti più elevati.



L’invidia è ignoranza.



L’invidia somiglia molto all’amore: essere invidiato è quasi essere amato.



L’invidioso è destinato a non godere mai.



È nel carattere di pochi uomini onorare senza invidia un amico che ha avuto successo.