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Amare gli altri: lezione per la squadra

È più facile amare gli altri che se stessi. Degl...

È più facile amare gli altri che se stessi. Degli altri si conosce il meglio.

💡 Riflessione AI

La frase mette a confronto la semplicità con cui si riversa affetto sugli altri e la difficoltà di rivolgere lo stesso calore verso se stessi. In chiave sportiva, è un invito a riconoscere valore e fiducia nella squadra pur coltivando l'autostima personale.



Significato Profondo

La frase sottolinea un paradosso umano: è spesso più semplice vedere le qualità positive degli altri perché il nostro sguardo interno è offuscato da autocritica, dubbi e storia personale. Nel contesto educativo e sportivo, questo significa che il riconoscimento del valore altrui (compagni, avversari, allenatori) è più immediato rispetto al riconoscimento del proprio valore, che richiede lavoro interiore e pratica costante.

Applicata al basket, l'aforisma diventa una lezione sulla dinamica di squadra: valorizzare i compagni è naturale, ma sviluppare autostima è essenziale per prendere i tiri decisivi e resistere alle sconfitte. Termini potenzialmente forti come "tiri" o "morto" vanno intesi metaforicamente — per esempio, a un tiro fallito o a un momento in cui la motivazione sembra "spenta" — e indicano sfide interiori che il giocatore affronta per conoscere e apprezzare sé stesso quanto conosce gli altri.
Versione Originale

"È più facile amare gli altri che se stessi. Degli altri si conosce il meglio."

Origine e Contesto

Gesualdo Bufalino (Comiso, 1920 – 1996) è uno scrittore siciliano noto per uno stile elegante, aforistico e introspettivo. Diventato celebre in età matura con opere come Diceria dell'untore (1981), Bufalino esplora memoria, morte, identità e mistero dell'io. La frase si inscrive in questa tradizione aforistica che privilegia l'osservazione esistenziale e il paradosso morale, tipica della letteratura italiana del secondo Novecento.

Fonte: Attribuita a Gesualdo Bufalino e ricorrente in raccolte di aforismi, interviste e citazioni riferite all'autore; la frase circola spesso senza una collocazione univoca in una singola opera principale.

Impatto e Attualità

Oggi la frase resta attuale per più motivi: la cultura sportiva moderna pone grande attenzione alle dinamiche di squadra e alla salute mentale degli atleti, e l'aforisma invita a equilibrare empatia verso gli altri con cura di sé. Nei social e nell'era della performance, il richiamo a conoscere e nutrire l'autostima è una bussola pratica per allenatori, giocatori e formatori che vogliano creare ambienti in cui il riconoscimento reciproco non annulli la crescita personale.

Esempi di Utilizzo

  • Durante l'intervallo, l'allenatore ricorda alla squadra che è più facile tifare per il compagno che per sé: serve lavorare sull'autostima per prendersi i tiri importanti.
  • Un giocatore usa la frase come spunto per la propria sessione di mental coaching: riconoscere i propri punti di forza tanto quanto quelli degli altri migliora la concentrazione in campo.
  • In un laboratorio di formazione per giovani atleti si discute la citazione per insegnare equilibrio tra supporto ai compagni e cura personale, prevenendo il burnout da eccessiva autocritica.

Variazioni e Sinonimi

  • È più semplice voler bene agli altri che a se stessi.
  • Vedere il meglio negli altri è più facile che vederlo in sé.
  • La benevolenza verso gli altri è più naturale dell'autocompassione.
  • Riesce prima amare gli altri che accettare se stessi.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa significa la frase in ambito sportivo?

Indica che è naturale apprezzare i compagni, ma fondamentale imparare ad apprezzare se stessi per fare la differenza in campo, nei tiri e nella leadership.

Q: È attribuita con certezza a Gesualdo Bufalino?

La frase è comunemente attribuita a Bufalino e ricorre in raccolte di citazioni a lui riferite; non sempre è indicata la sua esatta provenienza in una singola opera.

Q: Come si applica questa idea a un team di basket?

Si traduce in esercizi di fiducia reciproca, lavoro sulla comunicazione e sessioni di mental training per far crescere l'autostima dei singoli giocatori.

Q: La frase è utile nel coaching mentale?

Sì: è un punto di partenza per differenziare empatia verso gli altri dalla cura di sé, tema centrale nel coaching e nella prevenzione del burnout.

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Curiosità

Bufalino divenne famoso in età avanzata: la sua opera più celebre, Diceria dell'untore, gli valse riconoscimenti importanti all'inizio degli anni Ottanta, quando era già cinquantenne. La sua scrittura, spesso concentrata su aforismi e riflessioni, rende molte sue frasi facili da citare e riutilizzare in contesti diversi come sport, psicologia e insegnamento.


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