Basta silenzio: la voce nello sport
Avete taciuto abbastanza. E’ ora di finirla di stare zitti! Gridate con centomila lingue. Io vedo che a forza di silenzio il mondo è marcito.
💡 Riflessione AI
La voce che rompe il silenzio è un invito a trasformare la rassegnazione in azione; nel gioco e nella vita, ogni parola può diventare un tiro deciso verso il cambiamento. Sul campo come nella società, il coraggio di parlare scuote la marcescenza dell'indifferenza.
Significato Profondo
Da un punto di vista pedagogico, l'invito è anche alla molteplicità delle espressioni: «gridate con centomila lingue» significa valorizzare ogni voce — allenatori, capitani, riserve, tifosi — come parte di un dialogo che ristabilisce salute collettiva. Nel basket questo si traduce in comunicazione difensiva, feedback immediato sui tiri sbagliati, e coraggio di prendersi responsabilità quando è il momento di segnare.
"Avete taciuto abbastanza. E’ ora di finirla di stare zitti! Gridate con centomila lingue. Io vedo che a forza di silenzio il mondo è marcito."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita alle esortazioni contenute nelle Lettere (Epistole) e nel Dialogo della Divina Provvidenza di Santa Caterina da Siena, XIV secolo; la forma esatta circola in raccolte di citazioni e sermoni ispirati alle sue opere.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un capitano di pallacanestro incoraggia la squadra dopo una serie di tiri sbagliati: non tacere, parlare le situazioni, chiamare i giochi e responsabilizzarsi per ogni tiro.
- ✓ Durante una riunione societaria, un allenatore chiede ai giocatori e allo staff di denunciare comportamenti scorretti: il silenzio tra le file porta al declino della cultura del club.
- ✓ Una campagna di squadra contro il bullismo usa la citazione come slogan per invitare giocatori e tifosi a intervenire attivamente, sostituendo l'indifferenza con azioni concrete.
Variazioni e Sinonimi
- • Non tacete più: parlate e agite
- • Basta con il silenzio che marcisce
- • Usate la voce: il silenzio distrugge
- • Gridate con ogni lingua che avete
Domande Frequenti (FAQ)
La frase è tradizionalmente attribuita alle esortazioni e alle lettere di Santa Caterina; la forma circolante è spesso una parafrasi delle sue idee e ammonimenti contro il silenzio e la corruzione.
Significa favorire comunicazione attiva in campo: chiamare i giochi, segnalare errori, sostenere i compagni e prendersi responsabilità nei tiri decisivi.
Sì: la citazione funziona come invito morale ad alzare la voce contro ingiustizie, sempre in modo non violento e rispettando regole etiche.
Si può indicare come attribuita a Santa Caterina da Siena, rimandando alle sue Lettere o al Dialogo della Divina Provvidenza, specificando che la forma moderna può essere una parafrasi delle sue esortazioni.
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