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La stoltezza che governa il mondo

Avere sempre ragione, farsi sempre strada, calpest...

Avere sempre ragione, farsi sempre strada, calpestare tutto, non avere mai dubbi: non sono forse queste le grandiqualità con le quali la stoltezza governa il mondo?

💡 Riflessione AI

La frase mette in luce l'ironica verità che la presunzione, la forza e l'assenza di dubbi spesso sostituiscono la saggezza nel governo delle cose umane. È una condanna poetica della spavalderia che maschera incompetenza e arroganza.


Frasi di William Makepeace Thackeray


Significato Profondo

La frase denuncia una dinamica ricorrente nelle relazioni sociali e politiche: chi è convinto di avere sempre ragione tende a imporsi, a sopprimere obiezioni e a procedere senza esitazioni, benché tale sicurezza non derivi da competenza ma da stoltezza. L'autore sottolinea come la capacità di procedere impavidi e senza dubbi sia spesso scambiata per virtù, mentre in realtà afferma e consolida forme di potere errate e distruttive.

Dal punto di vista etico e sociale, il brano invita a distinguere tra fermezza fondata su riflessione e sicurezza ostentata priva di critica; la mancanza di dubbio apparente diventa qui un meccanismo di dominio che silenzia la verità e premia la superficialità.
Versione Originale

"Versione inglese comunemente citata: "To be always right, to force one's way, to trample on everything, never to have any doubts—are not these the great qualities by which folly governs the world?" (attribuita a W. M. Thackeray; formulazione diffusa in traduzioni/antologie)"

Origine e Contesto

William Makepeace Thackeray (1811–1863) è uno degli autori più pensosi e satirici del periodo vittoriano. Attivo soprattutto nella metà del XIX secolo, Thackeray criticò le ipocrisie della società inglese — la vanità, l'ambizione e la corruzione dei ranghi sociali — attraverso romanzi e saggi caratterizzati da ironia morale. La sua opera più nota, Vanity Fair (pubblicata fra 1847 e 1848), incarna la sua sensibilità satirica verso chi si afferma senza merito in società in rapido cambiamento.

Fonte: Attribuita a William Makepeace Thackeray; la locuzione circola in raccolte di aforismi e traduzioni ma non sempre è rintracciata con certezza in una singola opera pubblicata. È coerente con i temi delle sue opere satiriche, ma l'origine testuale precisa rimane incerta o poco documentata nelle edizioni critiche principali.

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché descrive dinamiche ancora visibili in politica, azienda e social media: figure che mostrano assoluta certezza sono spesso quelle che consolidano consenso e silenziano critiche, anche quando sbagliano. In un'epoca di informazioni rapide e polarizzate, il richiamo di Thackeray sull'importanza del dubbio e della riflessione critica risuona come monito contro l'autorità indiscussa e la propaganda della sicurezza apparente.

Esempi di Utilizzo

  • In una riunione aziendale, il direttore che ignora dati e opposizioni pretendendo di sapere sempre la soluzione illustrerà il principio di Thackeray.
  • Un politico che rifiuta il confronto e avanza parole categoriche per conquistare consenso sfrutta la 'sicurezza' citata dall'autore.
  • Sui social, account che diffondono notizie semplificate e certe senza verifica trionfano spesso sulla complessità, esemplificando la frase nella comunicazione digitale.

Variazioni e Sinonimi

  • La tirannia della certezza
  • La presunzione al potere
  • Chi non dubita comanda
  • Il dominio dell'ignoranza spavalda
  • L'arroganza che soppianta il senso

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Chi ha scritto questa frase?

La frase è attribuita a William Makepeace Thackeray, ma la sua identificazione testuale in un'opera precisa non è sempre confermata dalle edizioni critiche.

Q: Cosa significa in breve?

Sostiene che la presunzione, la forza e l'assenza di dubbi spesso legittimano decisioni stolte e consolidano il potere di chi non si mette in discussione.

Q: Da quale opera proviene?

Non esiste consenso su un'opera singola: la frase compare in raccolte di citazioni ed è coerente con i temi di Vanity Fair e degli scritti satirici di Thackeray, ma la fonte primaria non è sempre chiara.

Q: Come va citata correttamente?

È prudente citare la frase indicando Thackeray come autore attribuito e, se possibile, specificare la versione o la raccolta da cui si è ripresa la formulazione.

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Curiosità

Thackeray pubblicò molte delle sue opere satiriche in forma seriale e adottò talvolta pseudonimi nelle sue prime attività giornalistiche; la sua ironia mordace lo rese celebre per osservazioni acute sulla società vittoriana, e molte sue massime circolano oggi in versione condensata o riformulata, il che spiega frequenti attribuzioni non sempre verificabili.


    Essere sempre vincente, calpestare il prossimo, non avere mai dubbi. Non sono queste le qualità che consentono alla imbecillità umana di trionfare nel mondo?

    Amare e vincere è la cosa migliore. Amare e perdere, quella immediatamente successiva.

    Ci sono tanti diamanti falsi in questa vita che passano per veri, e viceversa.

    La pipa estrae saggezza dalle labbra del filosofo e chiude la bocca allo sciocco; produce uno stile di conversazione contemplative, pensoso, benevolo e non affettato.

    Quando tu mi guardi, quando pensi a me, io sono in paradiso.

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