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Verità e discorso nello sport

Vero e falso sono attributi del discorso, non dell...

Vero e falso sono attributi del discorso, non delle cose. E laddove non c'è discorso non c'è nemmeno verità o falsità.

💡 Riflessione AI

La verità nasce quando il linguaggio costruisce senso: nel gioco come nella vita, i racconti che facciamo trasformano fatti in significati. Sul parquet, un tiro non è 'vero' o 'falso' finché non lo descriviamo, lo statistichiamo o lo giudichiamo.


Frasi di Thomas Hobbes


Significato Profondo

Hobbes sostiene che 'vero' e 'falso' non sono proprietà intrinseche delle cose ma qualità delle enunciazioni: la verità nasce nel rapporto tra lingua, significato e convenzione. Questo significa che, senza linguaggio o senza un atto discorsivo che dica qualcosa su un fatto, non ha senso parlare di verità o falsità rispetto a quel fatto.

Nel contesto sportivo la tesi spiega come le valutazioni su prestazioni, tiri o momenti di gioco dipendano dalle parole e dai parametri che scegliamo: un tiro può essere descritto come decisivo, sbagliato o sfortunato a seconda della narrazione; un giocatore può essere 'morto' (metaforicamente spento o in crisi) perché il racconto collettivo lo etichetta così, non perché una proprietà fisica lo renda tale.

Origine e Contesto

Thomas Hobbes (1588–1679) fu un filosofo inglese vissuto durante la Guerra Civile inglese e la Rivoluzione scientifica. Le sue opere nascono in un clima di crisi politica ed epistemica: Hobbes cercò di fondare una filosofia politica e una teoria della conoscenza sul materialismo meccanicista e su una lettura rigorosa del linguaggio come strumento di comunicazione e convenzione sociale.

Fonte: Leviathan (1651), Capitolo IV "Of Speech"

Impatto e Attualità

La frase è ancora rilevante perché oggi, nell'era dei media e dei dati, la 'verità' sportiva è spesso il frutto di narrazioni, metriche scelte e cornici interpretative. I social, i commenti e le statistiche avanzate (analytics) costruiscono versioni diverse della realtà: l'interpretazione discorsiva continua a decidere cosa conti come 'vero' in una performance.

Esempi di Utilizzo

  • Un cronista chiama 'clutch' un tiro realizzato negli ultimi secondi: il gesto è lo stesso, ma la parola trasforma il fatto in un evento memorabile.
  • Una squadra definisce un giocatore 'morto' dopo una serie di errori: il termine, usato metaforicamente, influenza la fiducia del gruppo e la percezione pubblica.
  • I dati avanzati mostrano che un tiratore ha percentuali migliori di quanto suggerisca la narrazione: la statistica contraddice il racconto e costringe a riformulare la verità sulle sue abilità.

Variazioni e Sinonimi

  • La verità è questione di linguaggio, non di cose
  • Senza parola non c'è verità
  • Il discorso definisce ciò che riteniamo vero
  • I fatti esistono, la verità li nomina

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa intende Hobbes con 'verità del discorso'?

Significa che 'vero' e 'falso' si applicano a enunciati e giudizi: una proposizione può corrispondere o meno alle regole linguistiche e convenzionali, mentre le cose in sé non possiedono tali etichette senza una descrizione.

Q: La citazione proviene davvero da Leviathan?

Sì: la formulazione è tratta dal capitolo dedicato al linguaggio in Leviathan (1651), dove Hobbes discute la funzione e i limiti delle parole.

Q: Come si applica al basket?

Nel basket la valutazione di tiri, performance e ruolo dipende spesso dalla narrazione: allenatori, media e statistiche costruiscono il racconto che rende un episodio 'vero' agli occhi del pubblico.

Q: Significa che la verità è solo opinione?

No: Hobbes non nega l'esistenza dei fatti, ma sottolinea che la loro qualificazione come veri o falsi richiede un atto linguistico e convenzionale; i dati oggettivi e l'interpretazione discorsiva interagiscono per definire la verità.

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Curiosità

Hobbes scrisse Leviathan durante gli anni della Guerra Civile inglese e mentre era sotto la protezione di nobili in esilio; la sua attenzione al linguaggio nasce anche dall'esigenza pratica di evitare ambiguità nelle leggi e nei contratti politici. La sua idea che la verità dipenda dal discorso anticipa temi della filosofia del linguaggio e della pragmatica che saranno sviluppati nei secoli successivi.


    Il privilegio dell’assurdità, a cui nessuna creatura vivente è soggetta, tranne l’uomo.

    La curiosità è la lussuria della mente.

    L'affabilità, in uomini già potenti, costituisce un aumento di potere, perché li rende amati.

    La vita dell'uomo è confinata nella solitudine, nella povertà, nella sporcizia, nella brutalità e infine la durata della vita è alquanto breve.

    La saggezza non si acquisisce leggendo i libri, ma le persone.

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