Gioia del bere e del tiro
Un vecchio scrittore sconosciuto ha detto: “Nulla eguaglia la gioia dell’uomo che beve, se non la gioia del vino di essere bevuto”.
💡 Riflessione AI
La frase mette in luce un doppio piacere: quello dell'uomo che compie un atto e quello dell'oggetto che realizza la sua funzione. In chiave sportiva (basket/vita) parla della simbiosi tra il giocatore che tira e il tiro che trova il canestro, entrambi appagati.
Frasi di Charles Baudelaire
Significato Profondo
In termini educativi, la frase può essere letta anche come richiamo al rispetto del processo: allenamento, ripetizione e rituali non sono solo mezzi per un fine ma esperienze che contengono valore proprio. Nel basket, il momento del tiro e il momento in cui il pallone attraversa la retina sono due facce di uno stesso evento emotivo; valorizzarle aiuta a costruire concentrazione, fiducia e senso di squadra.
"Parafrasi francese non attestata: «Rien n'égale la joie de l'homme qui boit, sinon la joie du vin d'être bu.» (versione ricostruita, non rintracciata in testo originale)"
Origine e Contesto
Fonte: La formulazione fornita è attribuita a Charles Baudelaire, ma non risulta rintracciabile in una fonte primaria specifica con questa esatta redazione. È probabile che si tratti di una parafrasi o di una versione popolare ispirata ai temi baudelairiani sul vino e il piacere. Per approfondire i temi affini si consigliano: Les Fleurs du mal e i Petits poèmes en prose (Le Spleen de Paris).
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ In allenamento: il coach incoraggia il tiratore ricordando che il piacere sta tanto nel gesto del tiro quanto nel vedere la palla cadere nel canestro.
- ✓ Articolo motivazionale: usare la frase per illustrare come i rituali pre-partita trasformino il gesto tecnico in esperienza appagante per la squadra.
- ✓ Post social dopo una vittoria: caption che paragona la soddisfazione del giocatore che segna alla gioia del 'tiro' che trova il bersaglio, in tono metaforico e celebrativo.
Variazioni e Sinonimi
- • Nulla pareggia la gioia di chi beve, se non la gioia del vino nell'essere bevuto.
- • Il piacere dell'atto e il compimento dell'oggetto sono uniti.
- • La soddisfazione del gesto e la realizzazione dell'azione si rispecchiano a vicenda.
- • Nessun piacere è completo senza il suo fine che si compie.
- • La gioia del giocatore è pari alla gioia del tiro che trova il canestro.
Domande Frequenti (FAQ)
La formulazione esatta non è attestata in una fonte primaria; la frase è probabilmente una parafrasi o una sintesi ispirata ai temi di Baudelaire sul vino e sul piacere.
Come metafora per valorizzare il gesto tecnico e il suo compimento: motivazione al tiro, rispetto dei rituali di allenamento e celebrazione del ruolo di ogni azione nel gioco di squadra.
No: nel contesto richiesto va interpretata metaforicamente (tiri/killed come immagini sportive). Il contenuto riguarda piacere, appagamento e rapporto tra attore e azione.
Sì: è efficace come stimolo motivazionale e metafora sportiva. Se la si attribuisce a Baudelaire, è corretto specificare che si tratta di una citazione attribuita o di una parafrasi, se l'originale non è verificabile.
La malinconia è della bellezza la nobile compagna, al punto che non so concepire un tipo di bellezza che non abbia una sua tristezza.
L’amore è molto simile a una tortura o a una operazione chirurgica. Anche se i due amanti sono molto innamorati e colmi di reciproci desideri, uno dei due sarà sempre più calmo o meno invasato dell’altro. Quello, o quella, è l’operatore, ovvero il carnefice; l’altro, o l’altra, l’assoggettato, la vittima.