Felicità e maturità nello sport
Ogni età ha la felicità che le è propria: quella della maturità è la più difficile da provare.
💡 Riflessione AI
La citazione mette a confronto le gioie immediate della giovinezza con la posa più riflessiva della maturità: la felicità adulta è più rara perché nasce da scelte, rinunce e responsabilità. Nel linguaggio sportivo del basket significa che i tiri facili dell'entusiasmo giovanile lasciano il posto a canestri più complessi, frutto di esperienza e temperanza.
Significato Profondo
Nel contesto sportivo, e in particolare nel basket, la metafora è pratica: il giocatore maturo non cerca solo tiri spettacolari ma valuta quando forzare il canestro, quando passare, come gestire il ritmo di una carriera. La felicità qui è legata non tanto al momento del successo quanto alla coerenza, al ruolo dentro la squadra e alla consapevolezza delle proprie priorità.
"Chaque âge a le bonheur qui lui est propre; celui de la maturité est le plus difficile à éprouver."
Origine e Contesto
Fonte: Discours sur le bonheur (saggio filosofico attribuito a Émilie du Châtelet)
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un capitano di basket dopo anni in serie A sceglie di ridurre i minuti per preservare la salute: trova una felicità matura nel guidare la squadra con l'esempio.
- ✓ Un allenatore preferisce insegnare la gestione dei tiri agli adolescenti piuttosto che cercare la vittoria rapida: privilegia la crescita personale a lungo termine.
- ✓ Un atleta che smette di rincorrere record personali e si dedica alla formazione dei giovani: scopre una forma di felicità più profonda e stabile.
Variazioni e Sinonimi
- • Ogni età ha i suoi piaceri e le sue sfide.
- • La felicità muta con gli anni e la maturità la rende più rara.
- • Ad ogni stagione della vita corrisponde un tipo di gioia.
- • La vera felicità della maturità nasce dall'equilibrio e dall'esperienza.
Domande Frequenti (FAQ)
Significa che la felicità nella maturità sportiva deriva dall'equilibrio fra obiettivi, salute e ruolo sociale, non solo dai successi immediati.
La frase è attribuita a Émilie du Châtelet e si inscrive nel suo pensiero sul bene e la felicità; appare nei suoi scritti filosofici sul tema.
Insegna a coach e genitori a privilegiare formazione tecnica, decision making e resilienza anziché la ricerca costante di vittorie facili.
No: la rende più difficile perché richiede lavoro interiore e scelta consapevole, ma può essere più duratura e significativa.
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