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Orgoglio: il tiro contro Dio

La persona orgogliosa vuole sempre fare la cosa gi...

La persona orgogliosa vuole sempre fare la cosa giusta, la cosa grandiosa. Ma poiché vuole farlo con le proprie forze, non sta combattendo contro l’uomo, ma contro Dio.

💡 Riflessione AI

L'orgoglio mira al gesto epico e al tiro decisivo, ma quando cerca la gloria solo con le proprie forze perde il contatto con ciò che lo oltrepassa. Nel basket e nella vita è l'isolamento del campione che rifiuta la squadra e sfida l'ordine più grande.


Frasi di Søren Kierkegaard


Significato Profondo

La frase indica che l'orgoglio non è semplicemente voglia di emergere, ma la volontà di ottenere il bene o la grandezza esclusivamente con le proprie forze. In chiave sportiva, significa preferire il tiro eroico al passaggio che garantirebbe la vittoria: l'azione appare moralmente «giusta» o grandiosa, ma nasce dall'autonomia totale, che isola e porta alla frattura con valori più alti come la cooperazione e l'umiltà.

Sul piano teologico-filosofico, Kierkegaard intende dire che il soggetto orgoglioso non combatte solamente contro altri uomini ma contro l'ordine trascendente che stabilisce limiti, gratuità e dipendenza reciproca. Trasportato nello sport e nella vita, è un monito: la ricerca del gesto individuale a ogni costo diventa una sfida contro la fonte di significato condiviso, e quindi un percorso autodistruttivo per la persona e per la squadra.
Versione Originale

"Parafrasi comune in inglese: "Pride wants always to do the right, the great thing; but because he wants to do it by his own power, he is not fighting against man, but against God." (traduzione libera di concetti kierkegaardiani)"

Origine e Contesto

Søren Kierkegaard (1813-1855) è un filosofo danese considerato precursore dell'esistenzialismo cristiano. Nella seconda metà del XIX secolo criticò sia l'astrazione sistematica dell'Hegelismo sia la religiosità ufficiale della Chiesa luterana danese. Nei suoi scritti (molti sotto pseudonimo) esplorò temi come disperazione, peccato, fede e soggettività: è in questo contesto che sviluppa l'analisi dell'orgoglio come forma di disperazione.

Fonte: Si tratta di una parafrasi di temi sviluppati da Kierkegaard, in particolare ne 'La malattia mortale' (The Sickness unto Death, 1849), dove riflette sull'orgoglio, la disperazione e il rapporto dell'io con Dio. Non esiste una singola riga parola-per-parola in un'opera precisa: la formulazione circola come parafrasi sintetica di suoi concetti.

Impatto e Attualità

La frase resta rilevante perché tocca tensioni permanenti: l'«io» competitivo contro il «noi» cooperativo, la ricerca della gloria personale in contesti dove il successo dipende dalla squadra, e la cultura social che premia gesti individuali. Nel basket contemporaneo e nello sport in generale, il monito invita allenatori, giocatori e leader a valutare come l'orgoglio influenzi decisioni, dinamiche di gruppo e salute mentale.

Esempi di Utilizzo

  • Un playmaker sceglie il tiro da tre per la gloria personale invece di servire il compagno meglio piazzato: il team perde nonostante il gesto 'epico'.
  • Un capitano rifiuta aiuto psicologico per mostrare forza: la sua leadership crolla perché l'orgoglio impedisce la costruzione di fiducia reciproca.
  • Un allenatore priorizza risultati individuali per fama personale, creando una cultura che sacrifica il collettivo e produce burnout tra i giocatori.

Variazioni e Sinonimi

  • L'orgoglio vuole fare tutto da sé e si scontra con il divino.
  • Chi cerca la grandezza a forza di muscoli sfida ciò che lo trascende.
  • Il superbo non lotta contro l'uomo, ma contro l'ordine più alto.
  • La vanità del gesto eroico è spesso una sfida a ciò che dà senso.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa significa 'combattere contro Dio' nel contesto sportivo?

È una metafora: indica agire come se si potesse fare tutto da soli, ignorando limiti, regole e il valore del collettivo; nel basket significa anteporre il gesto individuale alla strategia di squadra.

Q: È una citazione testuale di Kierkegaard?

No: è una parafrasi sintetica dei temi kierkegaardiani su orgoglio e disperazione, riconducibile a opere come 'La malattia mortale' (1849).

Q: Come applicare questo insegnamento nella preparazione sportiva?

Favorire la cultura del passaggio e della fiducia, allenare la presa di decisione collettiva e promuovere l'umiltà come valore di squadra per evitare scelte egoistiche.

Q: Perché è utile ai leader di squadra?

Ricorda che la leadership efficace bilancia ambizione e servizio: il desiderio di grandezza non deve compromettere l'unità e il bene comune.

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Curiosità

Kierkegaard spesso scriveva sotto pseudonimi e usava figure retoriche per esplorare paradossi etici e teologici; per questo molte frasi a lui attribuite circolano come parafrasi o sintesi di temi più ampi piuttosto che citazioni testuali. Inoltre, la sua analisi dell'orgoglio ha influenzato pensatori successivi sull'idea di responsabilità personale e relazione con il trascendente.


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