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La follia visionaria che fa la Storia

Io ho sempre pensato con Erasmo da Rotterdam che l...

Io ho sempre pensato con Erasmo da Rotterdam che le cose più grandi nella vita e nella Storia, siano sempre frutto, non della ragione, ma di una sana, lungimirante, visionaria follia.

💡 Riflessione AI

La citazione mette in luce la tensione creativa tra rigore e ardore: le imprese che cambiano il corso della Storia nascono spesso da un coraggio che la sola ragione non avrebbe osato. Evocando Erasmo, l'autore celebra la «follia» lungimirante come scintilla di visione e trasformazione.


Frasi di Silvio Berlusconi


Significato Profondo

La frase contrappone la ragione, intesa come calcolo freddo e prudente, a una «follia» qualificata come sana, lungimirante e visionaria. Qui la follia non è irrazionalità distruttiva, ma quell'impulso creativo che spinge gli individui o i popoli a immaginare soluzioni e progetti che la logica corrente considera impossibili o troppo rischiosi. È una valorizzazione della capacità immaginativa come motore di trasformazione storica.

Richiamando Erasmo da Rotterdam, l'autore si inserisce in una tradizione retorica e filosofica che riflette sul ruolo ambiguo della follia: nell'Elogio della follia, Erasmo usa la satira per mostrare come limiti e vizi umani possano produrre effetti paradossali ma potenti sulla società. La citazione di Berlusconi assimila questa tensione e la ripropone in chiave positiva, suggerendo che le grandi imprese richiedono uno slancio oltre la pura razionalità, pur implicando rischi e responsabilità morali.
Versione Originale

"Io ho sempre pensato con Erasmo da Rotterdam che le cose più grandi nella vita e nella Storia, siano sempre frutto, non della ragione, ma di una sana, lungimirante, visionaria follia."

Origine e Contesto

Silvio Berlusconi (1936–2023) è stato imprenditore dei media e figura politica italiana, fondatore di Mediaset e del partito Forza Italia, più volte presidente del Consiglio. La sua retorica pubblica spesso mescolava riferimenti culturali e personali per legittimare scelte politiche e imprenditoriali. Erasmo da Rotterdam (c.1466–1536), umanista del Rinascimento, scrisse l'Encomium Moriae (Elogio della follia, 1509), opera satirica che esamina la condizione umana attribuendo alla «follia» una funzione critica e rivelatrice nella storia culturale europea. La citazione segue dunque un filo storico che va dall'umanesimo rinascimentale alla comunicazione politica contemporanea.

Fonte: La citazione è attribuita a Silvio Berlusconi in contesti pubblici (discorsi e interviste), ma non risulta facilmente identificabile in una fonte primaria pubblicata, come un libro o un discorso ufficiale fornito con data e luogo verificabili. Per una verifica rigorosa si consiglia di consultare archivi televisivi, trascrizioni di comizi o raccolte di interviste dell'autore.

Impatto e Attualità

La frase resta rilevante perché tocca temi centrali nel dibattito moderno: innovazione, leadership, imprenditorialità e politica. In un'epoca che valorizza disruption e visioni radicali, l'idea che il progresso richieda audacia — talvolta contraria alle valutazioni razionali immediate — è spesso evocata per giustificare scelte coraggiose. Allo stesso tempo, l'affermazione solleva interrogativi etici: quando la «follia» visionaria diventa pretesto per decisioni irresponsabili? La sua attualità sta proprio nel bilancio tra immaginazione trasformativa e controllo democratico delle conseguenze.

Esempi di Utilizzo

  • Un fondatore di startup che lancia un progetto radicale nonostante gli scetticismi degli analisti di mercato, sostenendo che solo una visione audace può creare un nuovo settore.
  • Un movimento culturale che inizia come provocazione estetica e, grazie all'ardore dei suoi protagonisti, diventa una svolta riconosciuta nella scena artistica nazionale.
  • Un politico che propone riforme impopolari ma necessarie, invocando la visione come guida oltre la mera logica dei sondaggi.

Variazioni e Sinonimi

  • Le grandi imprese nascono da sogni audaci, non dalla sola ragione
  • Il progresso è figlio di coraggio visionario, non di fredda razionalità
  • Genio e follia: la scintilla della storia
  • La lungimiranza folle che cambia il mondo
  • Non la ragione, ma l'audacia visionaria crea la Storia
  • Le rivoluzioni nascono da intuizioni ritenute folli

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Questa citazione è autentica di Silvio Berlusconi?

La frase è attribuita a Silvio Berlusconi in vari interventi pubblici, ma non è facilmente rintracciabile in una fonte primaria ufficiale; conviene verificare archivi di discorsi e interviste per conferma.

Q: Cosa intendeva Erasmo con la «follia»?

In Erasmo l'«elogio della follia» è una satira che mostra come certi aspetti della follia rivelino ipocrisie sociali; qui la follia è intesa come forza creativa e critica, non come disturbo mentale.

Q: È giusto promuovere la follia come motore del cambiamento?

È utile distinguere tra follia visionaria, che stimola innovazione responsabile, e comportamento avventato; la citazione valorizza l'immaginazione purché accompagnata da responsabilità.

Q: Come usare questa citazione in modo efficace?

Usala per introdurre temi su innovazione, leadership e creatività, bilanciando l'elogio della visione con riflessioni sui rischi e sull'etica delle decisioni audaci.

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Curiosità

Erasmo ha intitolato la sua opera Encomium Moriae (Elogio della follia), giocando sulla parola greca 'moros' (stolto): la sua satira valorizzava la follia come lente critica della società. Berlusconi, noto per l'uso di riferimenti culturali nella retorica politica, spesso mescolava cultura alta e comunicazione popolare per rendere familiari concetti complessi agli elettori. Inoltre, Berlusconi è stato imprenditore televisivo di successo prima di entrare in politica, esperienza che informa la sua enfasi sulla comunicazione visionaria.


    Non è un complesso di superiorità, è un fatto oggettivo. Berlusconi ha una caratura imparagonabile.

    Non dico che sono contro la democrazia, ci mancherebbe altro. Mi accusano naturalmente di questo: quando ho detto come provocazione, evidentemente paradossale, che dovrebbero votare solo i capigruppo.

    Non è il pubblico il consumatore al quale noi guardiamo, ma sono le aziende che fanno pubblicità. Quindi il nostro fine primario è quello di servire alle aziende ed al sistema economico del paese.

    Quando vendete i nostri servizi, ricordatevi sempre che l’italiano è il popolo più credulone della Terra: si beve le citazioni in un modo straordinario.

    Ho un complesso di superiorità che devo frenare.

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