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Il lavoro secondo Voltaire: basket e vita

Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noi...

Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno.

💡 Riflessione AI

Il lavoro, inteso come impegno quotidiano e allenamento, spezza le catene dell'ozio e forgia il carattere. In chiave sportiva, è la pratica costante che trasforma la noia in competenza, il vizio in disciplina e il bisogno in autonomia.


Frasi di Voltaire


Significato Profondo

Voltaire presenta il lavoro come rimedio pratico ai grandi mali della condizione umana: la noia (assenza di scopo), il vizio (perdita di controllo morale) e il bisogno (privazione materiale). In chiave educativa e sportiva, il lavoro si traduce in allenamento e routine: l'impegno quotidiano dà struttura al tempo, crea obiettivi misurabili e riduce l'attrattiva delle distrazioni o di comportamenti autodistruttivi.

Per gli atleti, il concetto assume un doppio valore: tecnico e esistenziale. Tecnico, perché il lavoro ripetuto migliora abilità, condizione e concentrazione; esistenziale, perché la pratica costruisce identità, socialità di squadra e capacità di auto-regolazione. Così il 'lavoro' non è mera fatica, ma strategia di prevenzione contro la stagnazione, l'indisciplina e la vulnerabilità economica o emotiva.
Versione Originale

"Le travail éloigne de nous trois grands maux: l'ennui, le vice et le besoin."

Origine e Contesto

La frase proviene dall'opera Candide di Voltaire, pubblicata nel 1759, capolavoro dell'Illuminismo francese. Voltaire (François‑Marie Arouet, 1694–1778) fu filosofo, satirista e critico sociale: attraverso l'ironia e la parabola di Candide mise in discussione ottimismo dogmatico, ingiustizie e superstizioni del suo tempo. Nel finale di Candide, l'enfasi sul lavoro riflette una soluzione pratica e morale alle disillusioni narrate lungo il romanzo.

Fonte: Candide, ou l'Optimisme (1759), Capitolo XXX (ultimo capitolo)

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché ribadisce il valore della pratica e dell'impegno in un'epoca di distrazioni digitali e precarietà: per gli sportivi e per chi cerca stabilità personale, il lavoro quotidiano è ancora la via principale per competenza, protezione sociale e benessere psicologico. Inoltre, in ambito sportivo e educativo, il richiamo alla disciplina come antidoto al vizio e all'ozio alimenta programmi di prevenzione e modelli di mentoring.

Esempi di Utilizzo

  • Un giovane cestista che dedica ore all'allenamento individuale riduce il rischio di cadere in cattive compagnie e mantiene alta la motivazione.
  • Una squadra che prioritizza la routine difensiva e gli esercizi collettivi trasforma la noia delle ripetizioni in coesione e affidabilità in partita.
  • Un programma di sviluppo giovanile che combina studio e sport aiuta a prevenire condizioni economiche precarie offrendo competenze e opportunità.

Variazioni e Sinonimi

  • Il lavoro nobilita l'uomo.
  • L'occupazione allontana l'ozio e il male.
  • La disciplina quotidiana spezza l'abitudine al vizio.
  • La pratica costante vince la noia e costruisce autosufficienza.
  • Impegno e allenamento sono la cura contro l'ozio e la deriva.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Da dove proviene esattamente la citazione?

La frase è contenuta in Candide di Voltaire (1759), nel capitolo finale dell'opera.

Q: Come si applica questa idea al mondo del basket?

Significa trasformare il lavoro in allenamento e routine: ripetizione tecnica, condizione fisica e disciplina mentale che prevengono distrazioni e comportamenti nocivi.

Q: È corretto interpretarla come una difesa del solo lavoro duro?

No: Voltaire propone il lavoro come rimedio pratico, ma l'equilibrio, il riposo e la riflessione rimangono importanti per una vita sana e per performance sostenibili.

Q: Può essere usata come motto di una squadra?

Sì; come motto promuove etica del lavoro, impegno e responsabilità personale e collettiva, valori utili in ogni contesto sportivo.

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Curiosità

Voltaire, il cui vero nome era François‑Marie Arouet, fu incarcerato nella Bastiglia e in esilio in Inghilterra; la sua ironia nel finale di Candide, dove consiglia di 'coltivare il proprio giardino', è spesso interpretata come invito pragmatico al lavoro concreto piuttosto che alla speculazione astratta.


    La bellezza piace agli occhi, la dolcezza incanta l’anima.

    La gelosia, quando è arrabbiata, commette più crimini rispetto all’interesse e all’ambizione.

    Pensa per te stesso e lascia che gli altri si godano il privilegio di farlo a loro volta.

    Un giorno andrà tutto bene, ecco la nostra speranza. Oggi va tutto bene, ecco l’illusione.

    Ogni uomo è colpevole di tutto il bene che non ha fatto.

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