Il drago dell'avidità nello sport
Il drago, la bestia, l’essere infame è prima di tutto l’avidità, la sete di denaro e di potere.
💡 Riflessione AI
La frase trasforma l'avidità in un mostro mitico: non un nemico esterno, ma una ferita interna che manda fuori strada vita e competizione. Nel campo e nella vita, il vero avversario spesso non è l'altro, ma la brama di denaro e potere che corrompe il gioco.
Significato Profondo
Dal punto di vista etico e pedagogico, la frase invita a riconoscere e arginare quella sete di denaro e potere che svuota la pratica sportiva del suo significato formativo: il basket (o qualsiasi disciplina) diventa palestra di crescita solo se la competizione è temperata dall'integrità, dal fair play e dalla cura reciproca. Contrastare il "drago" significa promuovere leadership responsabile, modelli economici sostenibili e una cultura che valorizzi persone prima dei profitti.
"Il drago, la bestia, l’essere infame è prima di tutto l’avidità, la sete di denaro e di potere."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuzione: la frase è comunemente riportata in raccolte di citazioni e commemorazioni legate ad Annalena Tonelli; non è associata a un titolo di libro o a un'opera specifica universalmente verificata. Potrebbe derivare da interventi pubblici o interviste a lei attribuiti.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un allenatore usa la citazione per ricordare alla squadra che la ricerca del contratto a tutti i costi può compromettere il gioco di squadra: "Non lasciamo che il drago dell'avidità uccida il nostro spirito".
- ✓ In un convegno sullo sport e l'etica, la frase viene citata per discutere il problema dei trasferimenti arbitrari e della mercificazione dei giovani talenti nel basket.
- ✓ Una palestra giovanile adotta la frase come spunto di educazione: attività e dibattiti su come riconoscere scelte motivate dal denaro e come promuovere valori di squadra.
Variazioni e Sinonimi
- • L'avidità è il vero mostro che corrode
- • La sete di potere offusca la coscienza
- • Il denaro come veleno per lo spirito sportivo
- • L'ego e l'avidità uccidono il gioco di squadra
- • Il vero avversario è l'animo corruttibile
Domande Frequenti (FAQ)
Il 'drago' è una metafora dell'avidità e della sete di potere che distrugge valori, relazioni e il senso etico dello sport e della vita.
Usarla come monito: prediligere il gioco di squadra, rifiutare pratiche corrotte, proteggere i giovani dalla mercificazione e favorire leadership responsabili.
La frase è attribuita ad Annalena Tonelli ma non è universalmente collegata a un'opera specifica; spesso appare in commemorazioni e raccolte di citazioni.
Perché richiama l'attenzione sui rischi della commercializzazione e aiuta a promuovere pratiche sportive etiche, sostenibili e formative.
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