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I figli non sono tuoi: Gibran

I tuoi figli non sono tuoi figli. Sono fratelli e ...

I tuoi figli non sono tuoi figli. Sono fratelli e sorelle bramosi di vita per se stessi… ti puoi ingegnare per essere come loro, ma non si deve cercare di renderli come noi.

💡 Riflessione AI

La frase invita a vedere i figli come individui dotati di vita propria, non come estensioni del genitore. Nel contesto sportivo suggerisce di coltivare talento e autonomia, lasciando che il giocatore trovi il proprio gioco.


Frasi di Kahlil Gibran


Significato Profondo

La citazione di Gibran afferma che i figli non sono possedimenti dei genitori ma esseri con desideri, identità e scopi propri; è un invito al distacco rispettoso: educare senza plasmare forzosamente. In chiave educativa e sportiva significa favorire l'esperienza individuale, permettere errori (i 'tiri' che non vanno a segno) e sostenere la crescita senza imporre una copia dell'adulto.

Nel contesto del basket e della vita, il messaggio diventa pratico: l'allenatore o il genitore devono creare contesti che sviluppino attitudini personali, incoraggiare decisioni autonome in campo e considerare il fallimento come lezione. Così si costruisce non una riproduzione del passato, ma giocatori e persone resilienti e creativi.
Versione Originale

"Your children are not your children. They are the sons and daughters of Life's longing for itself. They come through you but not from you, and though they are with you yet they belong not to you."

Origine e Contesto

Kahlil Gibran (1883-1931), nato in Libano e trasferitosi negli Stati Uniti, scrisse principalmente in inglese. La frase proviene da The Prophet, pubblicato nel 1923, raccolta di saggi poetici che esplorano temi esistenziali, morali e sociali con toni mistici e filosofici.

Fonte: The Prophet (1923) — capitolo "On Children"

Impatto e Attualità

La frase è ancora rilevante perché oggi genitori, educatori e allenatori si confrontano con approcci che privilegiano autonomia, salute mentale e sviluppo individuale. Nel mondo dello sport giovanile è un richiamo a evitare sovra-controllo e a favorire ambienti dove il talento si esprime liberamente, riducendo pressione e burnout.

Esempi di Utilizzo

  • Un coach lascia che un giovane tiratore scelga il suo stile di tiro, lavorando su tecnica e fiducia invece di imporre un gesto standardizzato.
  • Un genitore nel minibasket applaude i tentativi del figlio anche quando i tiri non entrano, vedendoli come opportunità di apprendimento anziché come fallimenti.
  • Un settore giovanile costruisce percorsi personalizzati: priorità allo sviluppo dell'identità del giocatore, non alla creazione di copie del professionista di riferimento.

Variazioni e Sinonimi

  • I figli non sono proprietà dei genitori
  • Non si possiede l'identità degli altri
  • Lascia crescere; non modellare una replica di te
  • I figli sono individui con una vita propria

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Cosa significa la frase nel linguaggio comune?

Significa che i figli hanno una vita e un'identità proprie: i genitori devono accompagnare, non possedere.

Q: Come si applica nel coaching sportivo?

Invita ad allenare per sviluppare autonomia e creatività, permettendo ai giocatori di sperimentare e imparare dai propri errori.

Q: Serve a giustificare l'assenza di regole?

No: incoraggia equilibrio tra guida e libertà; disciplina e contesto sicuro restano necessari per la crescita.

Q: Da quale opera proviene la citazione?

Dalla raccolta The Prophet (1923), capitolo "On Children" di Kahlil Gibran.

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Curiosità

The Prophet divenne un classico del XX secolo e conobbe una popolarità di massa negli anni '60. Gibran era anche artista visivo: molte sue opere includevano disegni e illustrazioni che accompagnavano i testi. "On Children" è una delle sezioni più citate e tradotte dell'opera.


    Liberami, o Morte! Poiché l’eternità è più soave della terra per il convegno degli amanti. Lì aspetterò la mia diletta, per unirmi a lei.

    Il ricordo è un modo d’incontrarsi.

    Siamo i semi della pianta tenace, e come maturiamo e giungiamo alla pienezza del cuore, il vento ci prende con sé e ci disperde.

    La gentilezza è come la neve. Abbellisce tutto ciò che copre.

    Se non riuscite a lavorare con amore, ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e, seduti alla porta del tempio, accettare l’elemosina di chi lavora con gioia.

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