Occhi e bocca: verità e crescita nello sport
Gli occhi ti dicono quello che uno è; la bocca quello che è diventato.
💡 Riflessione AI
Lo sguardo rivela l'essenza presente; la parola o il gesto mostrano il percorso che si sta costruendo. Nel contesto sportivo, lo sguardo è l'istinto di chi gioca, la bocca è la voce che racconta la trasformazione in campo e fuori.
Significato Profondo
Interpretata come guida educativa, la frase invita a osservare contemporaneamente l'istinto e la trasformazione. Nei giovani atleti lo sguardo rivela potenziale e temperamento; la bocca — nei feedback, nelle scelte di gioco e nelle parole fuori campo — testimonia quanto quel potenziale sia stato forgiato in esperienza. Termini come "tiri" vanno intesi come prove pratiche delle competenze, mentre vocaboli forti come "morto" vanno letti in senso metaforico (sconfitto, bloccato o fuori ritmo), mai letterale.
"The eyes tell you what a man is; the mouth what he is becoming. (versione inglese comunemente citata)"
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a John Galsworthy; la citazione è spesso riportata in raccolte di aforismi ma non è facilmente rintracciabile in una singola opera stampata con attribuzione certa.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Scouting: un allenatore nota lo sguardo deciso di un giovane playmaker (occhi) e valuta le sue parole e scelte di gioco in allenamento (bocca) per prevederne il progresso.
- ✓ Partita: un tiratore può avere l'atteggiamento sicuro nello sguardo, ma sono i tiri effettuati con costanza a dimostrare che è davvero migliorato.
- ✓ Crescita personale: dopo una sconfitta un capitano mostra negli occhi la determinazione; nelle interviste e nelle strategie successive (bocca/azioni) si vede la sua trasformazione in leader.
Variazioni e Sinonimi
- • Lo sguardo rivela chi sei; le parole mostrano chi diventi.
- • Gli occhi dicono l'essere, la bocca il divenire.
- • Ciò che guardi rivela l'origine; ciò che dici, la strada intrapresa.
- • Il volto mostra l'istinto, la voce la trasformazione.
Domande Frequenti (FAQ)
La frase è comunemente attribuita a John Galsworthy, ma la fonte precisa non è sempre documentata in una singola opera stampata.
Usala per valutare equilibrio tra talento innato (sguardo, intuito) e progresso dimostrato (tiri, comunicazione, azioni). Entrambi i livelli sono necessari per il successo.
Devono essere interpretati metaforicamente: 'tiri' come prove tecniche o opportunità di crescita; 'morto' come momento di crisi, blocco o sconfitta sportiva, non in senso violento.
Sì: contestualizzala al mondo dello sport, menzionando l'attribuzione a Galsworthy e, se necessario, indicando che la fonte precisa è incerta.
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