Ma l'odiata purezzae i peccati sognatierano il fresco sguardodei miei occhi bruciati.
📖 Biografia e Stile
Pier Paolo Pasolini (Bologna, 1922 – Ostia, 1975) è stato uno degli intellettuali più poliedrici e controversi del Novecento italiano: poeta, romanziere, drammaturgo, sceneggiatore e regista. Originario del Friuli, la sua opera unisce una lingua poetica potente alla rappresentazione cruda delle periferie, della gioventù e delle tensioni sociali del dopoguerra.
Figura polemica e libera pensatrice, Pasolini ha interrogato i rapporti tra cultura, potere e modernizzazione, sfidando convenzioni morali e politiche. Autore di romanzi e film ormai canonici, la sua morte violenta nel 1975 ha lasciato una scia di interrogativi che hanno amplificato il mito e l'influenza della sua opera.
⏳ Cronologia
💡 Lo sapevi che...
- Scrisse molte poesie e opere in friulano, lingua della sua giovinezza, contribuendo alla valorizzazione della cultura regionale.
- Fu accusato di oscenità per Ragazzi di vita, caso che scatenò un ampio dibattito pubblico sulla letteratura e la morale.
- Nella sua produzione cinematografica collaborò spesso con attori non professionisti e con musicisti e scenografi innovativi.
📚 Opere Principali
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Le nevrosi che causano le «regressioni» più terribili e incurabili sono dovute proprio a questo sentimento primo, di non essere accolti nel mondo con amore.
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Gli indiani non sono mai allegri: spesso sorridono, è vero, ma sono sorrisi di dolcezza, non di allegria.
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La televisione è un medium di massa, e come tale non può che mercificarci e alienarci.
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Il nuovo fascismo non distingue più: non è umanisticamente retorico, è americanamente pragmatico. Il suo fine è la riorganizzazione e l'omologazione brutalmente totalitaria del mondo.
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Nel quartiere borghese c'è la pace di cui ognuno dentro si contenta, anche vilmente, e di cui vorrebbe piena di ogni sera l'esistenza.
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Noi staremo offerti sulla croce,alla gogna, tra le pupillelimpide di gioia feroce.
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Alle volte è dentro di noi qualcosa(che tu sai bene, perché è la poesia)qualcosa di buio in cui si fa luminosala vita: un pianto interno, una nostalgiagonfia di asciutte, pure lacrime.
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La più grande attrazione di ognuno di noi è verso il passato, perché è l'unica cosa che noi conosciamo e amiamo veramente.
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I figli si gettano all'avventurasicuri di essere in un mondoche di loro, del loro sesso, ha paura.
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Nulla muore mai in una vita. Tutto sopravvive. Noi, insieme, viviamo e sopravviviamo. Così anche ogni cultura è sempre intessuta di sopravvivenze.
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Nel quartiere borghese c'è la pace di cui ognuno dentro si contenta, anche vilmente, e di cui vorrebbe piena di ogni sera l'esistenza.
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Credi nel borghesecieco di onestà,anche se è un'illusione: perché anche i padroni hanno i loropadroni, e sono figli di padri che stanno da qualche parte nel mondo.
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La «continuità» della piccola borghesia italiana e della sua coscienza infelice (rifiuto della cultura, ansia della normalità, qualunquismo fisiologico, caccia alle streghe).
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Solo parlando, manifestiamo il sapere: nel silenzio non sentiamo che un'ingenua e vergognosa avidità.
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La Chiesa ha fatto un patto col diavolo... un popolo degenerato, mostruoso, criminale... non ho speranze, non mi disegno un mondo futuro, tendo verso una forma anarchica.
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Il successo non è niente. Il successo è l'altra faccia della persecuzione.
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Il moralista dice di no agli altri, l'uomomorale solo a se stesso.
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Nel quartiere borghese c'è la pace di cui ognuno dentro si contenta, anche vilmente, e di cui vorrebbe piena di ogni sera l'esistenza.
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Sei così stupido che quando la tua stupidità ti avrà ucciso e sarai all'inferno, crederai di essere in paradiso.
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È esperienza di ogni giorno: si richiede la santità agli altri, per tenere tranquilla la coscienza, nel momento in cui ci si accorge che non sono santi.
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Bambini e bambine appena puberi – dentro lo spazio obbligato della permissività che rende la normalità parossistica – hanno un’esperienza del sesso che toglie loro ogni tensione nello stesso camposessuale, e, negli altri campi, ogni possibilità di sublimazione.
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Ho sempre pensato, come qualsiasi persona normale, che dietro a chi scrive ci debba esserenecessità di scrivere, libertà, autenticità, rischio. Pensare che ci debba essere qualcosa di sociale e di ufficiale che «fissi» l'autorevolezza di qualcuno, è un pensiero, appunto aberrante, dovuto evidentemente alla deformazione di chi non sappia più concepire verità al di fuori dell'autorità.