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Frasi di Italo Calvino

Frases de Italo Calvino

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  • Se infelice è l’innamorato che invoca baci di cui non sa il sapore, mille volte più infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato.


  • Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.


  • Prendete la vita con leggerezza. Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.


  • Chi ha l’occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi.


  • La melanconia è la tristezza diventata leggera.


  • Il divertimento è una cosa seria.


  • Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda.


  • Viaggiando ci s’accorge che le differenze si perdono: ogni città va somigliando a tutte le città, i luoghi si scambiano forma ordine distanze, un pulviscolo informe invade i continenti.


  • La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso.


  • Esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza; anzi, la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca.


  • Potremmo essere in giro a passeggiare in una città qualunque, col caldo, mano nella mano e io dovrei accorgermi del tuo sorriso triste e allora darti un bacio o prenderti il visto e farti fare una smorfia che mimi la gioia. Sorrideresti e il desiderio di felicità per te sarebbe compiuto. La verità è che i tuoi sorrisi tristi a me piacciono, perché a te stanno bene, perché li sai trattare, li sai adoperare e metter in fila senza che rompano le righe.


  • Nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la mobilità dell’intelligenza sfuggono a questa condanna.


  • Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone.


  • La fantasia è un posto dove ci piove dentro.


  • Questo che voi chiamate ordine è uno sfilacciato rattoppo della disgregazione.


  • Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.


  • Ci metto molto a iniziare se ho l’idea per un romanzo, trovo ogni scusa possibile per non lavorarci. Una volta iniziato, so essere molto veloce.


  • Arrivare e non aver paura, questa è la meta ultima dell’uomo.


  • La cultura paga ben caro l’essersi liberata da una base economica. Prima viveva sul privilegio, però aveva radici solide. Ora gli intellettuali non sono borghesi e non sono proletari.


  • L’occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose.


  • Ci si mette a scrivere di lena, ma c’è un’ora in cui la penna non gratta che polveroso inchiostro, e non vi scorre più una goccia di vita, e la vita è tutta fuori, fuori dalla finestra, fuori di te, e ti sembra che mai più potrai rifugiarti nella pagina che scrivi, aprire un altro mondo, fare il salto. Forse è meglio così: forse quando scrivevi con gioia non era miracolo né grazia: era peccato, idolatria, superbia. Ne sono fuori, allora? No, scrivendo non mi sono cambiata in bene: ho solo consumato un po’ d’ansiosa incosciente giovinezza. Che mi varranno queste pagine scontente? Il libro, il voto, non varrà più di quanto tu vali. Che ci si salvi l’anima scrivendo non è detto. Scrivi, scrivi, e già la tua anima è persa.


  • Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori!


  • Così la macchina dell’oppressione sempre si volta contro chi la serve


  • Nella febbre di crescenza produttiva dell’editoria italiana d’oggi non tutte le traduzioni riescono a essere ottime.


  • I nostri sentimenti si facevano incolori e ottusi‚ poiché ci sentivamo come perduti tra malvagità e virtù ugualmente disumane.


  • Viaggiando ci s'accorge che le differenze si perdono: ogni città va somigliando a tutte le città, i luoghi si scambiano forma ordinedistanze, un pulviscolo informe invade i continenti.


  • La speranza e l’immaginazione sono l’unicaconsolazione dalle delusioni e dai dolori dell’esperienza.


  • La pazzia è una forza della natura nel bene o nel male, mentre la minchioneria è una debolezza della natura, senza contropartita.


  • L'uomo porta dentro di sé le sue paurebambine per tutta la vita. Arrivare ad non avere più paura, questa è la meta ultima dell'uomo.


  • Quella speciale modulazione lirica ed esistenziale che permette di contemplare il proprio dramma come dal di fuori e dissolverlo in malinconia e ironia.


  • Rispetto alla lacerazione, l’ironia è l’annuncio di una armoniapossibile; e rispetto all’armonia è la coscienza della lacerazione reale. L’ironia avverte sempre del rovescio della medaglia.


  • Credo alla pedagogia repressiva. Con i ragazzi bisogna essere duri.


  • Che vale aver rischiato la vita, quando ancora della vita non conosci il sapore?


  • Quando ho più idee degli altri, do agli altri queste idee se le accettano; questo è comandare.


  • Le associazioni rendono l’uomo più forte e mettono in risalto le doti migliori delle singole persone, e danno la gioia che raramente s’ha restando per proprio conto.


  • Non possiamo conoscere nulla d'esterno a noi scavalcando noi stessi. L'universo è lo specchio in cui possiamo contemplare solo ciò che abbiamo imparato a conoscere in noi.


  • La scuola e l’università dovrebbero servire a far capire che nessun libro che parla d’un libro dice di più del libro in questione; invece fanno di tutto per far credere il contrario.


  • Un classico è un’opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso.


  • Quel che più conta, è che il Regalo Distruttivo serve a distruggere articoli d'ogni genere: quel che ci vuole per accelerare il ritmo dei consumi.


  • Tutti i mali vengono all’uomo dall’aver deciso d’essere un bipede, mentre la sua natura gli imponeva di distribuire il peso del corpo sui quattro arti.