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Il trionfo dell'imbecillità nello sport

Essere sempre vincente, calpestare il prossimo, no...

Essere sempre vincente, calpestare il prossimo, non avere mai dubbi. Non sono queste le qualità che consentono alla imbecillità umana di trionfare nel mondo?

💡 Riflessione AI

Un monito contro la mentalità del trionfo a tutti i costi: vincere non basta se si schiaccia il prossimo e si elimina il dubbio critico. Nel linguaggio della palla a spicchi, è l'esaltazione del tiratore solitario che sopprime la squadra e la ragione.


Frasi di William Makepeace Thackeray


Significato Profondo

La frase denuncia l'idea che la presunta forza e l'assenza di dubbi siano virtù che permettono a sciocchezze e arroganza di imporsi nella società. In chiave sportiva, rimanda al giocatore o all'allenatore che, ossessionato dal risultato, calpesta i compagni e sacrifica il confronto critico: così la mediocrità e la superficialità vengono premiate perché la cultura premia l'apparente dominio anziché la riflessione e la collaborazione.

Dal punto di vista psicologico ed etico, il detto mette in guardia contro la conferma sociale che premia chi urla più forte e mostra sicurezza artificiale; nel basket ciò può tradursi in tiri forzati, mancanza di gioco collettivo e decisioni impulsive che a lungo termine danneggiano la squadra più del presunto successo immediato.
Versione Originale

"Often rendered in English as: "To be always triumphant, to trample on your neighbour, to have no doubts—are not these the qualities which enable human imbecility to triumph in the world?" (versione inglese comunemente circolata/ricostruita)"

Origine e Contesto

William Makepeace Thackeray (1811–1863) fu un romanziere e satirico vittoriano noto per opere come Vanity Fair (1847–48). La sua produzione critica la vanità, l'ipocrisia sociale e l'arroganza della borghesia inglese. La frase riflette la sua voce moralistica e ironica, tipica delle osservazioni che pungevano le convenzioni sociali del suo tempo.

Fonte: Attribuita a William Makepeace Thackeray; la citazione è riportata in raccolte di aforismi e saggi critici, ma non è facilmente rintracciabile con certezza in una singola opera canonica (es. Vanity Fair o Roundabout Papers).

Impatto e Attualità

La citazione resta attuale perché mette in luce dinamiche che oggi si manifestano nello sport moderno e nella vita digitale: la celebrazione dell'ego, i 'winner' mediatici che soffocano il dubbio e il confronto, e la cultura del risultato che può premiare comportamenti dannosi. Nel basket contemporaneo è una lente utile per valutare stili di leadership, scelte tattiche e la salute collettiva di una squadra.

Esempi di Utilizzo

  • In una partita di basket: il giocatore che prende tutti i tiri per dimostrare di essere il migliore, ignorando passaggi aperti e la strategia di squadra.
  • In allenamento: l'allenatore che punisce il dubbio e non ammette errori, creando un ambiente in cui nessuno migliora per paura di essere criticato.
  • Nella vita professionale: un capo che premia l'apparente sicurezza e calpesta colleghi, producendo decisioni superficiali e risultati instabili.

Variazioni e Sinonimi

  • Vincere a ogni costo è il trionfo della stupidità.
  • L'arroganza del vincitore che non dubita premia la mediocrità.
  • Quando il dubbio è bandito, il peggior giudizio trionfa.
  • Il predominio della sicurezza apparente favorisce l'imbecillità sociale.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Questa frase è realmente di Thackeray?

È attribuita a William Makepeace Thackeray e rispecchia il suo stile critico, ma la fonte testuale precisa non è sempre verificabile nelle edizioni principali.

Q: Cosa significa nel contesto del basket?

Indica il pericolo di un gioco dominato dall'ego: chi cerca solo il successo personale soffoca il lavoro di squadra e la capacità critica, danneggiando il collettivo.

Q: Come applicare questa lezione in allenamento?

Favorire una cultura che valorizzi il dubbio costruttivo, il feedback e la condivisione delle responsabilità, anziché esaltare solo i singoli risultati.

Q: È una citazione violenta?

No: nel contesto richiesto è metaforica/sportiva; parla di 'calpestare' e 'trionfare' in senso morale e sociale, non fisico.

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Curiosità

Thackeray, oltre che scrittore, fu critico d'arte e caricaturista: il suo sguardo satirico nasceva anche dall'osservazione visiva della società. Molte frasi a lui attribuite circolano in traduzioni e ricostruzioni, perciò alcune citazioni popolari hanno origine incerta o sono rielaborazioni di osservazioni più ampie presenti nei suoi saggi.


    Avere sempre ragione, farsi sempre strada, calpestare tutto, non avere mai dubbi: non sono forse queste le grandiqualità con le quali la stoltezza governa il mondo?

    Amare e vincere è la cosa migliore. Amare e perdere, quella immediatamente successiva.

    Ci sono tanti diamanti falsi in questa vita che passano per veri, e viceversa.

    La pipa estrae saggezza dalle labbra del filosofo e chiude la bocca allo sciocco; produce uno stile di conversazione contemplative, pensoso, benevolo e non affettato.

    Quando tu mi guardi, quando pensi a me, io sono in paradiso.

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