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Passione, invidia e gioco di squadra

Ciò che rende terribile questo mondo è che metti...

Ciò che rende terribile questo mondo è che mettiamo la stessa passione nel cercare di essere felici e nell’impedire che gli altri lo siano.

💡 Riflessione AI

La massima mette in luce il paradosso umano: la stessa energia che dedichiamo a cercare la nostra felicità può trasformarsi nel motore per impedirla agli altri. Nel contesto sportivo (basket/vita) questo si traduce in chi spende passione a bloccare il tiro avversario più che a perfezionare il proprio gioco.



Significato Profondo

La frase denuncia un doppio binario dell'azione umana: non soltanto inseguiamo la gioia personale, ma spesso investiamo la stessa intensità emotiva nell'ostacolare quella altrui. Questo comportamento rivela che la passione, di per sé neutra, può orientarsi verso la costruzione oppure verso la distruzione del benessere collettivo.
Nel linguaggio sportivo la massima si applica facilmente alle dinamiche di squadra e alla competizione: un giocatore o uno staff che concentra le energie nel fermare l'avversario (metaforicamente “uccidendone” la giocata o bloccandone il tiro) dimostra come l'attenzione al controllo dell'altro possa prevalere sul miglioramento personale e sulla vera collaborazione.
Versione Originale

"Ce qui rend ce monde terrible, c'est que nous mettons la même passion à tâcher d'être heureux qu'à empêcher que les autres le soient."

Origine e Contesto

Antoine (comte) de Rivarol (1753–1801) fu uno scrittore e aforista francese noto per l'eleganza della prosa e la vena satirica. Attivo nei salotti letterari pre-rivoluzionari, Rivarol elaborò numerose massime che riflettevano scetticismo verso la natura umana e la società del suo tempo. Le sue osservazioni compaiono in raccolte di pensieri e aforismi e risentono del clima politico e intellettuale della fine del XVIII secolo.

Fonte: Aforisma attribuito ad Antoine de Rivarol, riprodotto in molte raccolte di «Pensées» e massime. L'attribuzione è consolidata nella tradizione delle citazioni, sebbene le varie edizioni delle sue raccolte possano presentare lievi differenze testuali.

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché descrive dinamiche psicologiche permanenti: in un'epoca di visibilità amplificata (social media, competizioni sportivo-amatoriali) la tendenza a misurare il proprio successo anche contro il fallimento altrui è ampliata. Nel basket, per esempio, 'mettere la stessa passione nel bloccare un tiro che nel costruire la propria giocata' è un fenomeno osservabile: il focus sulla negazione dell'altro può incidere negativamente sulla crescita della squadra. Espressioni come "killed the play" o "morto" devono essere lette come metafore per neutralizzare una giocata, non come invocazioni di violenza reale.

Esempi di Utilizzo

  • Basket amatoriale: un giocatore passa più tempo a compromettere i tiri dell'avversario con provocazioni verbali che a lavorare sul proprio tiro; il risultato è una squadra che non cresce.
  • Allenatore agonistico: il coach costruisce una strategia principalmente per neutralizzare il miglior marcatore avversario ("uccidere la sua giocata" in senso sportivo) invece di sviluppare nuove soluzioni offensive per la propria squadra.
  • Vita sociale/spogliatoio: tra compagni, si concentra energia nel criticare o sminuire chi ha successo anziché celebrare e apprendere, trasformando la passione in ostacolo alla felicità collettiva.

Variazioni e Sinonimi

  • Mettiamo la stessa energia nel costruire la felicità e nel demolire quella altrui.
  • La passione può servire a rendere felici o a rendere infelici gli altri.
  • Invece di crescere, concentriamo la forza nel fermare il prossimo.
  • La gelosia trasforma lo sforzo per esser felici in volontà di ostacolo.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: La frase è violenta o incita alla violenza?

No. Il linguaggio è aforistico e va interpretato simbolicamente: le immagini di 'uccidere' o 'fermare' si riferiscono a neutralizzare giocate o ostacolare la felicità, non a violenza reale.

Q: Come si applica questa idea al basket?

Si traduce nel concentrarsi più sul bloccare l'avversario (difesa punitiva, screditare il suo successo) che sul migliorare il proprio attacco o la coesione di squadra.

Q: È davvero di Rivarol questa frase?

La massima è tradizionalmente attribuita ad Antoine de Rivarol e compare nelle raccolte delle sue 'Pensées'; alcune varianti testuali esistono, ma l'attribuzione è generalmente accettata.

Q: Qual è l'insegnamento pratico per allenatori e giocatori?

Focalizzarsi sul miglioramento collettivo e personale invece che sul sabotaggio dell'avversario: la passione va indirizzata a costruire competenze, non a distruggere la felicità altrui.

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Curiosità

Rivarol è celebre per le sue massime pungenti e la capacità di condensare verità sociali in frasi brevi; molte sue sentenze sono ancora citate oggi. È interessante che, come per altri aforisti, alcune frasi a lui attribuite circolino in versioni leggermente diverse a seconda delle raccolte, il che rende la ricerca della «versione originale» un esercizio filologico.


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