Andare Piano, Vincere nel Basket e nella Vita
Chi va piano, va sano e va lontano (chi va forte va alla morte).
💡 Riflessione AI
Il proverbio invita a rispettare il ritmo: la misura e la costanza preservano la salute e portano più lontano della fretta. Nel gioco come nella vita, la calma trasforma l'energia in durata e successo.
Significato Profondo
La locuzione complementare "chi va forte va alla morte" va interpretata in senso metaforico: indica il rischio di esaurimento, errori e ritiro precoce causati dalla fretta o dall'eccesso di aggressività. Nel basket ciò può voler dire forzare conclusioni sbagliate, saltare fasi di preparazione o non curare il recupero, con conseguenze negative sul rendimento e sulla longevità sportiva.
"Chi va piano, va sano e va lontano (chi va forte va alla morte)."
Origine e Contesto
Fonte: Proverbio popolare italiano; nessuna attribuzione certa a un singolo autore o opera. Concetti affini presenti in "La tartaruga e la lepre" di Esopo e nel motto latino "festina lente".
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un allenatore gestisce i minuti di gioco per un giovane: meno frenesia, più qualità di prestazione e minor rischio infortuni.
- ✓ Un giocatore sceglie tiri ad alta percentuale invece di forzare conclusioni da tre: miglior risultato per la squadra e per la sua efficacia statistica.
- ✓ Un atleta programma la stagione con periodi di carico controllato e fasi di recupero per allungare la carriera e mantenere il rendimento.
Variazioni e Sinonimi
- • Piano piano si va lontano
- • Slow and steady wins the race
- • Festina lente
- • Meglio lento che male fatto
- • Chi troppo vuole nulla stringe
Domande Frequenti (FAQ)
Significa gestire ritmo, carico e scelte durante allenamenti e partite per preservare la performance e la salute a lungo termine.
Si traduce in gestione dei minuti, priorità ai tiri ad alta percentuale, controllo del ritmo di gioco e periodizzazione dell'allenamento.
No: invita a un'aggressività controllata e intelligente, preferendo efficacia e sostenibilità alla velocità fine a sé stessa.
È un proverbio popolare italiano di origine incerta, con analogie storiche nella favola di Esopo e nel motto latino "festina lente".
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