Insegnare a volare nello sport
Chi sa volare, non deve buttare via le ali per solidarietà con i pedoni. Deve piuttosto insegnare a tutti il volo.
💡 Riflessione AI
La frase evoca l'etica dell'empowerment: chi possiede un talento non lo perda per uniformarsi, ma lo condivida. Nel contesto sportivo significa potenziare la squadra insegnando il proprio gioco invece di frenare se stessi.
Significato Profondo
Applicato al basket: un tiratore abile non dovrebbe trattenere i tiri per non far risaltare la sua superiorità, ma condividere movimenti, esercizi e strategie per innalzare il livello della squadra. Sul piano della vita è un invito a praticare una solidarietà che emancipa invece di paralizzare, trasformando l'eccellenza individuale in patrimonio comune.
"Chi sa volare, non deve buttare via le ali per solidarietà con i pedoni. Deve piuttosto insegnare a tutti il volo."
Origine e Contesto
Fonte: La citazione è attribuita a Don Lorenzo Milani e rienta nel corpus di aforismi e insegnamenti che circolano dagli scritti e dalle lezioni di Barbiana; non esiste una fonte pubblicata universalmente riconosciuta che la riporti parola per parola in un'opera singola, ma si collega al clima pedagogico delle sue lettere e discorsi.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Allenatore di basket che organizza sessioni tecniche dove il tiratore leader mostra il suo movimento di tiro e lo fa praticare ai compagni.
- ✓ Un capitano che, invece di monopolizzare il pallone, insegna come creare spazi e leggere la difesa per far crescere la squadra.
- ✓ Un programma giovanile in cui l'atleta esperto tiene workshop per trasferire abilità e mentalità vincente ai più giovani.
Variazioni e Sinonimi
- • Chi sa, insegni; non nasconda il proprio sapere.
- • Non abbassare il livello: porta gli altri più in alto.
- • Non spegnere la tua luce per far brillare gli altri; illuminali.
- • La vera solidarietà è condividere gli strumenti, non cancellare le differenze.
- • Chi domina una tecnica, la trasmetta invece di trattenerla.
Domande Frequenti (FAQ)
Significa che un atleta o un allenatore con abilità superiori dovrebbe insegnare e trasmettere competenze alla squadra, anziché trattenerle per apparire uguali agli altri.
La frase è attribuita a Don Milani e riporta lo spirito dei suoi insegnamenti; tuttavia non sempre è possibile rintracciarla in forma identica in un'opera pubblicata e viene spesso raccolta come aforisma collegato alla sua pedagogia.
Organizzare momenti di condivisione tecnica: dimostrazioni pratiche, drills guidati dal giocatore esperto e feedback strutturati per diffondere la competenza tra tutti i compagni.
No: la proposta è proprio il contrario — promuove una solidarietà che emancipa, cioè che innalza gli altri attraverso l'insegnamento, non che annulli le differenze riducendo il livello complessivo.
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