Seri bisogna esserlo: Pasolini e la serietà
Seri bisogna esserlo, non dirlo, e magari neanche sembrarlo!
💡 Riflessione AI
La frase invita a considerare la serietà come una qualità pratica e silenziosa: non è una dichiarazione ma un comportamento. Suggerisce anche la sottile astuzia di non trasformare l'integrità in ostentazione.
Frasi di Pier Paolo Pasolini
Significato Profondo
"Seri bisogna esserlo, non dirlo, e magari neanche sembrarlo!"
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a Pier Paolo Pasolini come aforisma: la frase è spesso citata in raccolte e antologie, ma non è chiaramente tracciata a una singola opera pubblicata o a un discorso verificabile; va considerata come parte della sua eredità aforistica e polemica.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ In azienda: un manager che preferisce risultati concreti ai proclami di leadership, dimostrando serietà con il lavoro quotidiano anziché con annunci.
- ✓ Sui social: un influencer che limita le dichiarazioni etiche e mostra con coerenza scelte sostenibili nel tempo, evitando il virtue signaling momentaneo.
- ✓ In politica: un elettore scettico verso promesse plateali, che valuta i candidati sulle azioni e sulle politiche attuate piuttosto che sui discorsi retorici.
Variazioni e Sinonimi
- • Meglio esserlo che dirlo.
- • La serietà si mostra, non si proclama.
- • Non dichiarare la virtù, vivila.
- • Essere più che apparire.
- • Il valore si dimostra, non si ostenta.
Domande Frequenti (FAQ)
La frase è attribuita a Pasolini e rispecchia il suo stile polemico; tuttavia non è sempre possibile identificarne una fonte testuale precisa in un'opera pubblicata.
Invita a considerare la serietà come comportamento concreto e discreto: più azioni coerenti che parole o pose pubbliche.
Si applica giudicando persone e istituzioni dalle azioni reali (progetti, risultati, coerenza) piuttosto che dalle dichiarazioni o dall'immagine costruita.
Sì: funziona bene come leva tematica su autenticità, critica alla spettacolarizzazione e coerenza etica, argomenti attuali per articoli e pagine dedicate.
Non lasciarti tentare dai campioni dell’infelicità, della mutria cretina, della serietà ignorante. Sii allegro. I “destinati a essere morti” non hanno certo gioventù splendenti: ed ecco che essi ti insegnano a non splendere. E tu splendi, invece.
Il consumismo altro non è che una nuova forma totalitaria − in quanto del tutto totalizzante, in quanto alienante fino al limite estremo della degradazione antropologica.
Io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù.
Alle volte è dentro di noi qualcosa(che tu sai bene, perché è la poesia)qualcosa di buio in cui si fa luminosala vita: un pianto interno, una nostalgiagonfia di asciutte, pure lacrime.