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Gelosia e vanità nello sport e nella vita

Quello che rende tanto acuto il dolore dei gelosi,...

Quello che rende tanto acuto il dolore dei gelosi, è che la vanità non può aiutare a sopportarlo.

💡 Riflessione AI

La citazione segnala come la gelosia diventi insopportabile perché l'orgoglio (la vanità) non può mascherarne la ferita; è un dolore che la performance e l'apparenza non riescono a medicare. Nel linguaggio sportivo, quando un compagno segna i tiri decisivi, la ferita dell'invidia si acuisce perché l'ego non trova consolazione.


Frasi di Stendhal


Significato Profondo

La frase di Stendhal mette in relazione due dimensioni psicologiche: la sofferenza causata dalla gelosia e l'incapacità della vanità di fornire conforto. La gelosia non è solo paura di perdere qualcosa o qualcuno, ma una ferita dell'identità che la vanità — ossia l'illusione del valore personale manifestata attraverso l'apparenza o il successo — non riesce a lenire; ciò rende il dolore più acuto e persistente.

Applicata al contesto sportivo, questa osservazione spiega perché un atleta che si sente messo in ombra da un compagno viva un disagio bruciante: non basta segnare più tiri o mostrare entusiasmo sui social per cancellare il senso di inferiorità. La citazione invita a leggere la gelosia come una crisi interna di autostima che richiede lavoro psicologico e pratiche di resilienza, non semplici compensazioni esteriori.
Versione Originale

"Ce qui rend la douleur des jaloux si aiguë, c'est que la vanité ne peut les aider à l'endurer."

Origine e Contesto

Marie-Henri Beyle, conosciuto come Stendhal (1783–1842), è uno scrittore francese dell'era post-napoleonica famoso per romanzi come La Certosa di Parma e Il Rosso e il Nero. Nel 1822 pubblicò De l'amour (Sull'amore), un'opera saggistica composta di osservazioni psicologiche e aforismi sulle passioni. La riflessione sulla gelosia rientra nel suo interesse per l'analisi dei sentimenti e per la sottile psicologia dei rapporti umani tipica del primo Romanticismo francese.

Fonte: De l'amour (1822) di Stendhal

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché cattura una dinamica universale: in un'epoca di visibilità continua (social media, risultati sportivi pubblicizzati, comparazioni costanti), la gelosia si acuisce e la vanità digitale spesso non basta a confortare. Nel mondo del basket e degli sport di squadra, questa intuizione aiuta allenatori e atleti a comprendere conflitti di ruolo, risentimenti per i minuti di gioco o per i tiri decisivi, e a cercare soluzioni che vadano oltre il semplice riconoscimento esterno.

Interpretando 'tiri' o 'shots' in senso metaforico, la frase spiega perché un giocatore che vede un compagno 'colpire' il match (metaforicamente 'kill' in termini competitivi) può sentirsi più ferito: la vanità non basta a trasformare il rimpianto in orgoglio sano o in motivazione costruttiva.

Esempi di Utilizzo

  • Nel finale di una partita di basket, un riserva osserva il compagno segnare i tiri decisivi: la gelosia cresce perché nessun applauso esteriore (vanità) placa il senso di essere messo da parte.
  • Un atleta pubblica sui social i migliori momenti di stagione: i compagni che non hanno giocato si sentono 'colpiti' metaforicamente, e la vanità delle immagini non basta a far scemare l'invidia.
  • In allenamento, un giovane giocatore vede un coetaneo ottenere attenzioni dall'allenatore per i suoi tiri: il risentimento persiste finché non viene affrontato con dialogo e lavoro sull'autostima, non con semplici gesti di orgoglio.

Variazioni e Sinonimi

  • La gelosia duole perché l'orgoglio non la consola.
  • L'invidia è più amara quando l'ego non trova rifugio.
  • Il tormento del geloso nasce dall'impotenza della vanità.
  • L'orgoglio ferito aggrava il peso dell'invidia.
  • La vanità non può curare la ferita dell'invidia.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Da dove proviene esattamente la citazione?

La frase è attribuita a Stendhal ed è riportata in De l'amour (1822), dove l'autore esplora le dinamiche delle passioni.

Q: Cosa intende Stendhal per 'vanità'?

Per vanità Stendhal indica l'orgoglio e il bisogno di riconoscimento esteriore che non riescono a curare ferite interiori come la gelosia.

Q: Come si applica questa idea al mondo del basket?

Nel basket spiega perché gli applausi o i numeri non sempre placano il risentimento: la gelosia richiede confronto, ruolo chiaro e lavoro psicologico.

Q: Qual è un modo pratico per ridurre la gelosia in squadra?

Favorire comunicazione aperta, riconoscimento condiviso dei meriti e programmi di crescita individuale che rafforzino l'autostima interna.

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Curiosità

Stendhal era noto per la sua analisi fredda e realistica delle passioni; nel suo De l'amour introduce concetti come la 'cristallizzazione' dell'amore. Il suo interesse per la psicologia individuale anticipa molti temi moderni sulla motivazione e sulle dinamiche di gruppo, per questo è spesso citato anche in ambiti non letterari come la psicologia sportiva.


    A Mantova, qualche anno fa, andavo cercando bozzetti e piccoli quadri quali mi consentivano le mie modeste sostanze; esigevo però che i pittori fossero anteriori al 1600, perché verso quest’epoca si spense del tutto l’originalità italiana messa in pericolo sin dalla caduta di Firenze nel 1530. Invece di quadri, un vecchio patrizio molto ricco e molto avaro mi fece offrire a caro prezzo certi vecchi manoscritti ingialliti dal tempo: chiesi di poterli scorrere ed egli acconsentì, aggiungendo che si fidava della mia probità perché nel caso che non li avessi acquistati dimenticassi gli aneddoti piccanti che mi era stato concesso di leggere.

    Il vero amore rende il pensiero della morte familiare, facile, senza terrori: un semplice termine di paragone, il prezzo che si pagherebbe per tante cose.

    Una donna di carattere generoso sacrificherà la sua vita un migliaio di volte per il suo amante, ma romperà con lui per sempre per una questione di orgoglio - per l’apertura o la chiusura di una porta.

    L’amore è come la febbre. Nasce e si spegne senza che la volontà vi abbia la minima parte.

    L’amore è un bellissimo fiore, ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull’orlo di un precipizio.

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