Accogliere il finale con un sorriso
Quando si trova la compagna o il compagno della propria fine, la si guarda e la si aspetta con un grande sorriso.
💡 Riflessione AI
La frase trasforma la fine in un incontro atteso, non in una sconfitta: è l'accettazione serena del proprio destino. Nel contesto sportivo suggerisce la forza di sorridere davanti al momento decisivo, qualunque sia l'esito.
Frasi di Alda Merini
Significato Profondo
Applicata al contesto sportivo (basket/vita), l'immagine diventa metafora del confronto con il momento-clutch: il "tiro" decisivo o la fase conclusiva di una carriera. "La compagna della propria fine" può essere il tiro che decide la partita o il segnale del ritiro; guardarla e aspettarla con un sorriso significa prepararsi mentalmente, accogliere il risultato e mantenere dignità e gioia indipendentemente dall'esito.
"Quando si trova la compagna o il compagno della propria fine, la si guarda e la si aspetta con un grande sorriso."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita ad Alda Merini; la citazione circola in raccolte di aforismi, articoli e condivisioni culturali ma non è sempre ricondotta con certezza a una singola opera pubblicata. È pertanto spesso citata come espressione del tono poetico dell'autrice.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un giocatore al tiro decisivo: dopo anni di carriera, affronta il tiro della verità e sorride sapendo di aver dato tutto.
- ✓ Un capitano che annuncia il ritiro: davanti all'ultima partita, guarda il pubblico e la squadra con serenità, come di fronte alla "compagna" della fine.
- ✓ Allenatore che prepara la squadra al momento-clutch: insegna a vedere la conclusione come opportunità, non solo come fallimento, e ad accoglierla con compostezza.
Variazioni e Sinonimi
- • Accogliere il proprio destino con un sorriso
- • Guardare la fine negli occhi e restare sereni
- • Abbracciare il momento decisivo con calma
- • Aspettare il tiro finale con dignità
- • Fare pace con la conclusione e sorridere
Domande Frequenti (FAQ)
Indica la capacità di affrontare il momento decisivo o la conclusione di una fase atletica con serenità e dignità, trasformando la paura in accettazione.
È metaforica: parole come "tiro" o "morto" vanno interpretate simbolicamente come momenti decisivi o fine di una tappa, non in senso violento.
Lavorando sulla preparazione mentale: visualizzazione, controllo emotivo e accettazione del risultato permettono di affrontare il momento finale con un atteggiamento simile al sorriso evocato dalla frase.
La frase è attribuita ad Alda Merini ma spesso ricorre in raccolte e condivisioni senza una precisa indicazione di opera; per questo è comunemente citata come aforisma dell'autrice.
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Ho sempre tenuto in poco conto la culturaintesa come cosa che fa crescere agli occhi degli altri e alla loro considerazione. La cultura non deve meravigliare che chi l’apprende, e mai gli altri.