Pentirsi di aver parlato, non del silenzio
Mi sono spesso pentito di aver parlato, mai di aver taciuto.
💡 Riflessione AI
La frase mette in luce il valore protettivo del silenzio: parlare può esporre e lasciare tracce di cui ci si pente, mentre tacere conserva possibilità e dignità. Nel gioco e nella vita è spesso la scelta di non reagire a fare la differenza tra una perdita momentanea e un errore irreparabile.
Frasi di Publilio Siro
Significato Profondo
Nel contesto sportivo (es. basket) la frase si traduce in scelte tattiche e umane: un giocatore o un allenatore può pentirsi di commenti impulsivi nello spogliatoio o in conferenza, perché incidono sul clima di squadra e sulla fiducia; invece il controllo delle parole — come il saper tacere al momento giusto — tutela l'unità del gruppo e la concentrazione sul gioco.
"Forma latina comunemente attribuita: "Saepius me paenituit locutus esse, numquam quod tacui." (trasmissione tradizionale, non sempre identica nelle copie manoscritte)."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita alle 'Sententiae' (raccolta di massime) di Publilio Siro; la formulazione esatta varia nelle traduzioni e nelle raccolte di aforismi.
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Un playmaker in una partita importante insulta un avversario dopo un fallo: dopo l'espulsione, si pente delle parole, ma non del non aver risposto prima ai commenti provocatori.
- ✓ Un allenatore, dopo una sconfitta, pubblica un post accusatorio: la squadra perde fiducia; avrebbe protetto il gruppo scegliendo il silenzio e una comunicazione privata.
- ✓ Nel contesto di una trattativa di contratto, un giocatore fa promesse avventate in pubblico e perde leva negoziale; tacere o rispondere con prudenza avrebbe salvaguardato opportunità future.
Variazioni e Sinonimi
- • Ho rimpianto spesso le parole, mai il mio silenzio.
- • Meglio il silenzio che parole di cui pentirsi.
- • Parlare può ferire; tacere spesso salva.
- • La lingua può tradire; il silenzio preserva.
Domande Frequenti (FAQ)
Autore di origine siriana del I secolo a.C., noto per le sue brevi massime morali raccolte nelle 'Sententiae'.
Invita a ponderare le parole nello spogliatoio e nelle interviste: commenti impulsivi possono compromettere il clima di squadra più di un silenzio strategico.
La massima è tradizionalmente attribuita a Publilio Siro nelle raccolte di 'Sententiae'; la formulazione latina può variare tra le fonti manoscritte.
Come monito a controllare reazioni e comunicazioni: sottolinea che nel gioco e nella vita il silenzio ponderato è spesso una scelta vincente.