Uccidere il drago: coraggio nello sport
Le favole non dicono ai bambini che esistono i draghi, i bambini già sanno che esistono, le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere uccisi.
💡 Riflessione AI
La citazione ricorda che i pericoli (i 'draghi') sono già noti, ma le storie danno ai giovani la fiducia pratica che si possono affrontare e battere; nello sport significa trasformare paura e difficoltà in tiri coraggiosi e trasformativi.
Frasi di Gilbert Keith Chesterton
Significato Profondo
"Fairy tales do not tell children that dragons exist. Children already know that. Fairy tales tell children that dragons can be killed."
Origine e Contesto
Fonte: Attribuita a G.K. Chesterton; la formulazione è attestata nelle sue riflessioni sulle fiabe e spesso citata in raccolte di aforismi e saggi su mito e infanzia (giri di citazione comune nelle opere di inizio XX secolo, in particolare nei suoi saggi apologetici).
Impatto e Attualità
Esempi di Utilizzo
- ✓ Prima della finale il coach dice: "Sapete che l'avversario è forte, ma ricordate che le favole ci insegnano a uccidere i draghi" — inteso come prendersi il tiro decisivo nonostante la paura.
- ✓ Un programma giovanile usa la metafora del drago per spiegare la pressione: esercizi graduali trasformano la paura del tiro in confidenza tecnica.
- ✓ Un giornalista sportivo descrive l'impresa di un underdog come la prova che i 'draghi' della classifica possono essere 'uccisi' con strategia e cuore.
Variazioni e Sinonimi
- • Le favole non mostrano il pericolo, mostrano come sconfiggerlo.
- • I bambini sanno che esiste il mostro; le storie insegnano come batterlo.
- • Non è la presenza del drago a sorprendere, ma la possibilità di vittoria.
Domande Frequenti (FAQ)
La frase è attribuita a Gilbert Keith Chesterton, scrittore e saggista inglese del primo Novecento.
Nel contesto sportivo significa che atleti e giovani conoscono le difficoltà (paura del tiro, avversari forti) ma vanno allenati a credere di poterle superare e a compiere i tiri decisivi.
Usala come leva narrativa: riconosci la difficoltà, poi mostra esempi pratici e sessioni d'allenamento che dimostrino come 'uccidere il drago' attraverso tecnica, routine mentale e coraggio.
La parola 'uccidere' va intesa metaforicamente: riguarda sconfiggere ostacoli, paure o avversità, non violenza reale.
“Sei un diavolo?” “Io sono un uomo,” rispose Padre Brown gravemente; “E quindi ho tutti i demoni dentro il mio cuore.”
Rossetti sottolinea — con amarezza ma con grande verità — che il peggior momento per un ateo è quando gli viene espressa estrema gratitudine ed egli non ha nessuno cui mostrare riconoscenza. L’inverso di questa affermazione è altrettanto vero; come è vero che tale gratitudine produceva, in uomini simili a quelli che stiamo qui considerando, i momenti più puramente gioiosi che l’uomo abbia mai conosciuto.
Siamo tutti nella stessa barca, in un mare in tempesta, e ci dobbiamo a vicenda un terribile e tragica lealtà.