Skip to main content

Uccidere il drago: coraggio nello sport

Le favole non dicono ai bambini che esistono i dra...

Le favole non dicono ai bambini che esistono i draghi, i bambini già sanno che esistono, le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere uccisi.

💡 Riflessione AI

La citazione ricorda che i pericoli (i 'draghi') sono già noti, ma le storie danno ai giovani la fiducia pratica che si possono affrontare e battere; nello sport significa trasformare paura e difficoltà in tiri coraggiosi e trasformativi.


Frasi di Gilbert Keith Chesterton


Significato Profondo

La frase sottolinea la differenza tra riconoscere un pericolo e avere la speranza e la strategia per superarlo: i bambini sanno che esistono i draghi (le difficoltà), le favole mostrano che esistono soluzioni e che l'eroe può trionfare. Applicata allo sport, la metafora tratta della consapevolezza dei limiti e della paura (palla decisiva, avversario dominante) e dell'importanza di racconti, allenamenti e mentalità che insegnano come gestire il colpo decisivo e ribaltare la partita.
Versione Originale

"Fairy tales do not tell children that dragons exist. Children already know that. Fairy tales tell children that dragons can be killed."

Origine e Contesto

G.K. Chesterton (1874–1936) fu uno scrittore e saggista inglese noto per i suoi paradossi, la difesa della fede cristiana e i racconti di Father Brown; scrisse in un'epoca (fine Ottocento–inizio Novecento) di grandi cambiamenti sociali e culturali, quando il recupero del mito e della fiaba serviva a rispondere all'alienazione e alla perdita del senso. La frase circola come riflessione sul valore educativo e morale delle fiabe nel contesto vittoriano/edoardiano.

Fonte: Attribuita a G.K. Chesterton; la formulazione è attestata nelle sue riflessioni sulle fiabe e spesso citata in raccolte di aforismi e saggi su mito e infanzia (giri di citazione comune nelle opere di inizio XX secolo, in particolare nei suoi saggi apologetici).

Impatto e Attualità

Oggi la frase è rilevante nel mondo dello sport e della crescita personale perché enfatizza la formazione del coraggio e della competenza: allenatori, psicologi sportivi e formatori usano metafore di fiaba per aiutare atleti e giovani a trasformare ansia e fallimento in opportunità per tentare tiri decisivi e imparare dalla sconfitta. Inoltre parla alla cultura delle imprese e della resilienza, dove il ‘drago’ è ogni grande ostacolo che va affrontato con strategia.

Esempi di Utilizzo

  • Prima della finale il coach dice: "Sapete che l'avversario è forte, ma ricordate che le favole ci insegnano a uccidere i draghi" — inteso come prendersi il tiro decisivo nonostante la paura.
  • Un programma giovanile usa la metafora del drago per spiegare la pressione: esercizi graduali trasformano la paura del tiro in confidenza tecnica.
  • Un giornalista sportivo descrive l'impresa di un underdog come la prova che i 'draghi' della classifica possono essere 'uccisi' con strategia e cuore.

Variazioni e Sinonimi

  • Le favole non mostrano il pericolo, mostrano come sconfiggerlo.
  • I bambini sanno che esiste il mostro; le storie insegnano come batterlo.
  • Non è la presenza del drago a sorprendere, ma la possibilità di vittoria.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Chi ha detto questa frase?

La frase è attribuita a Gilbert Keith Chesterton, scrittore e saggista inglese del primo Novecento.

Q: Cosa significa nel contesto sportivo?

Nel contesto sportivo significa che atleti e giovani conoscono le difficoltà (paura del tiro, avversari forti) ma vanno allenati a credere di poterle superare e a compiere i tiri decisivi.

Q: Come si può usare in una riunione tecnica o discorso motivazionale?

Usala come leva narrativa: riconosci la difficoltà, poi mostra esempi pratici e sessioni d'allenamento che dimostrino come 'uccidere il drago' attraverso tecnica, routine mentale e coraggio.

Q: È una frase violenta?

La parola 'uccidere' va intesa metaforicamente: riguarda sconfiggere ostacoli, paure o avversità, non violenza reale.

?

Curiosità

La frase è diventata un aforisma molto citato al di fuori del testo originario: viene spesso ripresa in saggi su fiabe, psicologia infantile e coaching sportivo. Chesterton, autore prolifico e polemico, amava usare paradossi per smuovere il senso comune; oltre alle sue opere apologetiche scrisse racconti di detective (Father Brown) e numerosi saggi sulla cultura popolare.


    “Sei un diavolo?” “Io sono un uomo,” rispose Padre Brown gravemente; “E quindi ho tutti i demoni dentro il mio cuore.”

    Rossetti sottolinea — con amarezza ma con grande verità — che il peggior momento per un ateo è quando gli viene espressa estrema gratitudine ed egli non ha nessuno cui mostrare riconoscenza. L’inverso di questa affermazione è altrettanto vero; come è vero che tale gratitudine produceva, in uomini simili a quelli che stiamo qui considerando, i momenti più puramente gioiosi che l’uomo abbia mai conosciuto.

    Per amare qualcosa bisogna rendersi conto che potremmo perderla.

    Siamo tutti nella stessa barca, in un mare in tempesta, e ci dobbiamo a vicenda un terribile e tragica lealtà.

    Non ci sono regole di architettura per un castello tra le nuvole.

Frasi sul tradimento

Frasi sulla Volgarità

Frasi sulla Gloria

Frasi sulla delusione d’amore

Frasi sul Bullismo

Frasi sui Figli

Frasi sul Cambiamento

Frasi sull'Abuso

Frasi sulla Rabbia

Frasi Significative

Frasi Filosofiche

Frasi sulla vitalità