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Frasi di Gilbert Keith Chesterton

Frases de Gilbert Keith Chesterton

È stato uno scrittore e giornalista britannico.

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  • Le favole non dicono ai bambini che esistono i draghi, i bambini già sanno che esistono, le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere uccisi.


  • La primavera non è primavera se non arriva troppo presto.


  • Devo il mio successo all’aver ascoltato rispettosamente i migliori consigli, e poi essere andato via per fare l’esatto opposto.


  • Non ci sono regole di architettura per un castello tra le nuvole.


  • Il centro dell’esistenza di ogni uomo è un sogno.


  • Per amare qualcosa bisogna rendersi conto che potremmo perderla.


  • La felicità non porta la pace, ma una spada: ti scuote come un lancio di dadi sul quale hai puntato tutto, toglie la parola e annebbia la vista. La felicità è più forte di se stessi e poggia il suo piede con fermezza sulla tua testa.


  • Un funerale tra gli uomini è una festa tra gli angeli.


  • Non c’è modo per un uomo di guadagnare una stella o meritare un tramonto.


  • Il tramonto bruciava come uno di quegli incendi festosi e misteriosi nei quali le cose più comuni evocano, con i loro colori, oggetti preziosi o strani.


  • Ogni architettura è grande dopo il tramonto: forse l’architettura è veramente un’arte notturna, come quella dei fuochi artificiali.


  • Se una cosa merita di essere fatta, vale la pena farla, anche male.


  • Essere semplici è la cosa migliore al mondo.


  • La famiglia è la prova della libertà; perché la famiglia è l’unica cosa che l’uomo libero fa per sé e da solo.


  • C’è una strada che va dagli occhi al cuore senza passare per l’intelletto.


  • Ci sono due modi per sentirsi soddisfatti. Uno è continuare ad accumulare sempre di più. L’altro è desiderare di meno.


  • Non abbattere mai una palizzata prima di conoscere le ragioni per cui fu costruita.


  • È così facile essere solenni, ma è così difficile essere frivoli.


  • Gli angeli possono volare perché si prendono alla leggera.


  • In genere la gente litiga perché non sa discutere.


  • Siamo tutti nella stessa barca, in un mare in tempesta, e ci dobbiamo a vicenda un terribile e tragica lealtà.


  • Senza istruzione corriamo il rischio di prendere sul serio le persone istruite.


  • La musica a cena è un insulto sia per il cuoco che per il violinista.


  • Quale sarebbe il merito dell’oro se non brillasse?


  • Non ci sono cose non interessanti, solo persone non interessate.


  • Le idee sono pericolose, ma niente è più pericoloso di un uomo senza idee. Il giorno che ne avrà una gli darà alla testa come il vino a un astemio.


  • Il viaggiatore vede quello che vede, il turista vede quello che è venuto a vedere.


  • La ragione per cui gli angeli sanno volare è che si prendono con leggerezza.


  • La Chiesa cattolica è il luogo dove tutte le verità si danno appuntamento.


  • La crudeltà è, forse, il tipo peggiore di peccato. La crudeltà intellettuale è certamente il tipo peggiore di crudeltà.


  • La Bibbia ci dice di amare i nostri vicini di casa, ed anche di amare i nostri nemici. Probabilmente perché spesso si tratta delle stesse persone.


  • La serietà non è una virtù. Sarebbe un’eresia, ma un’eresia molto più giudiziosa, dire che la serietà è un vizio.


  • Gli uomini coraggiosi sono tutti dei vertebrati: sono morbidi in superficie e duri nel mezzo.


  • Il bambino non sa che esistono i draghi perché è scritto nelle favole. Il bambino sa già che esistono i draghi, ma legge nelle favole che i draghi possono essere sconfitti.


  • Ma essa notò che ciò che egli conosceva era sempre appena il frammento di un fatto. Ciò che costantemente egli mostrava di non conoscere, era la verità he si nascondeva dietro il fatto stesso. Ciò che egli non conosceva era l’atmosfera: era la tradizione.


  • La tradizione non significa che i vivi sono morti, ma che i morti sono vivi.


  • Così si usa la tradizione: per proiettare la visione della storia come in un telescopio.


  • La cosa più incredibile dei miracoli è che accadono.


  • Tu ringrazi prima dei pasti. Bene. Ma io dico grazie prima del concerto e dell’opera, prima del gioco e della commedia, quando apro un libro, disegno, dipingo, nuoto, faccio scherma e pugilato, cammino, gioco, ballo e dico grazie quando tuffo la penna nell’inchiostro.


  • Rossetti sottolinea — con amarezza ma con grande verità — che il peggior momento per un ateo è quando gli viene espressa estrema gratitudine ed egli non ha nessuno cui mostrare riconoscenza. L’inverso di questa affermazione è altrettanto vero; come è vero che tale gratitudine produceva, in uomini simili a quelli che stiamo qui considerando, i momenti più puramente gioiosi che l’uomo abbia mai conosciuto.