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Amore, Incontro e Addio nello Sport

L’amore corre ad incontrar l’amore con la gioi...

L’amore corre ad incontrar l’amore con la gioia con cui gli scolaretti fuggono dai loro libri; ma l’amore che deve separarsi dall’amore ha il volto triste degli scolaretti quando tornano a scuola.

💡 Riflessione AI

L’immagine contrappone la leggerezza dell’incontro alla mestizia della separazione, come in una partita in cui la gioia del compagno che riceve il pallone si specchia nella malinconia di chi lascia il campo. In chiave sportiva la frase diventa metafora del legame tra giocatori: l’entusiasmo del ritorno e la tristezza dell’addio.


Frasi di William Shakespeare


Significato Profondo

La frase mette a confronto due stati emotivi opposti legati allo stesso sentimento: l’esultanza del ritrovarsi e la pena del separarsi. Usando l’immagine dei 'scolaretti' — felici quando fuggono dai libri, tristi quando vi ritornano — Shakespeare (o la parafrasi attribuita a lui) sottolinea come le circostanze trasformino la stessa passione in gioia o in dolore; trasferita al campo sportivo, la metafora rende l’idea dei compagni che si ritrovano con l’energia di chi va a segnare e dell’amarezza quando uno deve lasciare la squadra o la stagione finisce.

In chiave educativa e sportiva questo aforisma invita a leggere le emozioni come dinamiche naturali e complementari: la motivazione che spinge all’incontro e alla prestazione (il ‘‘tiro’’ decisivo, la corsa verso la palla) e la resilienza necessaria ad affrontare le separazioni (infortuni, trasferimenti, fine di una stagione). È una lezione su come trasformare nostalgia e tristezza in esperienza di crescita personale e di squadra.
Versione Originale

"Probable English paraphrase: "Love runs to meet love with the same joy as schoolboys fly from their books; but love which must part from love bears the sad face of schoolboys when they return to school." (parafrasi in inglese basata sulla versione italiana)"

Origine e Contesto

William Shakespeare visse e scrisse durante l’età elisabettiana e giacomina (fine XVI — inizio XVII secolo), producendo drammi, commedie e poesie che esplorano passioni umane universali. Molte citazioni circolano in traduzioni e parafrasi nelle lingue moderne: alcune formule attribuite a Shakespeare derivano da condensazioni o interpretazioni libere di immagini ricorrenti nelle sue opere piuttosto che da una frase testuale rintracciabile in un unico passo. In generale, la sua produzione fu raccolta nella First Folio del 1623 grazie ai suoi colleghi John Heminges e Henry Condell.

Fonte: La citazione in questa forma è una resa italiana di immagini shakespeariane; non è possibile rintracciarla con certezza in un singolo atto o scena delle opere stampate. Appare frequentemente in raccolte aforistiche e traduzioni moderne attribuite a Shakespeare ma la formulazione esatta sembra essere parafrasi o condensazione.

Impatto e Attualità

La frase resta attuale perché descrive emozioni universali valide anche nello sport: l’euforia del ritorno (rientro in campo dopo un infortunio o il calore del pubblico) e la malinconia della separazione (trasferimenti, fine carriera, sconfitta decisiva). Per allenatori, giocatori e tifosi è una metafora utile per parlare di gestione emotiva, motivazione e coesione di gruppo: celebrare gli incontri e riconoscere il valore delle partenze come parte del ciclo di una squadra.

Esempi di Utilizzo

  • Nel basket: il capitano torna in squadra dopo un infortunio e tutti lo accolgono con la gioia di chi prende il tiro vincente; quando invece un compagno viene ceduto la squadra mostra la tristezza dell’addio.
  • Nella vita di squadra: i giocatori escono dal campo per la pausa estiva come scolari che fuggono dai libri; al ritorno in ritiro si vedono volti più cupi, pronti però a ricostruire la coesione.
  • In allenamento motivazionale: l’allenatore usa la metafora per spiegare che l’entusiasmo di un assist è pari alla nostalgia quando la stagione finisce — trasformando la malinconia in spinta per il prossimo obiettivo.

Variazioni e Sinonimi

  • L’amore corre incontro all’amore con l’allegria dei discoli in vacanza.
  • L’incontro è gioioso come la fuga da compiti scolastici; la separazione è mesta come il rientro in classe.
  • La passione esplode al ritorno e si rattrista all’addio, come bambini tra giochi e lezioni.
  • Gioia dell’incontro, tristezza della partenza: la stessa emozione cambia volto.
  • Come atleti che esultano al canestro e abbassano lo sguardo all’ultimo secondo.

Domande Frequenti (FAQ)

Q: Questa frase è realmente di Shakespeare?

La frase riprende immagini tipiche di Shakespeare ma nella forma italiana corrente sembra una parafrasi o una condensazione: non sempre si trova testualmente in un singolo passo delle edizioni originali.

Q: Come si può usare questa citazione nello sport?

Come metafora per spiegare la gioia del ritorno di un giocatore o la tristezza di un addio: utile per talk motivazionali, preparazione mentale e storytelling di squadra.

Q: Perché l’immagine degli scolari funziona bene?

Perché evoca un’esperienza immediata e universale: la gioia di libertà e la noia del dovere, facce opposte dello stesso sentimento riconoscibili anche nello sport.

Q: È adatta a contenuti educativi e giovanili?

Sì: la metafora è semplice, accessibile e utile per parlare di emozioni in contesti formativi e sportivi senza violenza o ambiguità.

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Curiosità

Shakespeare ricorre spesso all’immagine dei giovani e dei bambini per descrivere comportamenti umani; molte espressioni che oggi troviamo in raccolte di aforismi sono condensazioni moderne di suoi motivi ricorrenti. Inoltre, la First Folio (1623) è la fonte principale che ha preservato gran parte delle sue opere, ma alcune citazioni popolari circolano in traduzioni libere e adattamenti.


    Quanto è più crudele del morso di un serpente l’ingratitudine di un figlio.

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    Un amico è colui che ti conosce per ciò che sei, che capisce dove sei stato, che accetta quello che sei diventato, e che tuttavia, gentilmente ti permette di crescere.

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